IL TRAILER DI OUR VOICE

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Nel ricordo di Giovanni Falcone e di chi, con lui, quel giorno diede la vita per la Giustizia -

di Davide Bonfigli* -
Una settimana ricca di emozioni forti, vissuta dal nostro gruppo Our Voice Italia in quel di Palermo. Ci siamo addentrati in una realtà (per la prima volta in maniera approfondita) che va al di là dei semplici luoghi comuni e abbiamo partecipato ad alcune delle manifestazioni più importanti degli ultimi anni nell'ambito della legalità. Tutto questo, nel periodo che ha attraversato il 26° anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), dal 21 al 27 maggio.
Nelle prime mattine del nostro soggiorno palermitano abbiamo avuto due incontri con i ragazzi della Scuola Media Borgese (il primo giorno nella sede "San Lorenzo", mentre il secondo nella sede "Domino"), scuola frequentata prevalentemente da ragazzi residenti in quartieri come Albergheria (noti per una condizione di vita abbastanza criminosa e, in alcuni casi, malfamata), in cui abbiamo rielaborato lo spettacolo "L'arte uccide la mafia", integrandolo con altre scene riguardanti diversi temi inerenti al contesto sociale in cui ci trovavamo, come la droga e il bullismo. La novità assoluta è stata, però, il confronto diretto con i ragazzi: prima della rappresentazione abbiamo posto loro una domanda sul tema cardine dell'incontro: cosa rappresentasse per loro la libertà; alcune risposte sono state sorprendenti, "la libertà è vivere" o anche "la libertà è fare quello che più ci piace senza che nessuno ci opprima". Frasi pronunciate da ragazzini di una scuola media che hanno quasi dell'incredibile, le quali ci hanno permesso ancor di più di realizzare le grandi difficoltà nell'ambito della loro vita quotidiana.
Our Voice è riuscito nel suo intento: trasmettere il messaggio di alternativa sociale alle giovani generazioni, soprattutto in una realtà complessa come quella di Palermo.
Il pomeriggio del 22 maggio si è tenuta, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo (nel giorno preciso del 26° anniversario della strage), la conferenza organizzata dall'Associazione Culturale Falcone e Borsellino (in collaborazione con la RUM - Rete Universitaria Mediterranea e ContrariaMente). Our Voice ha preso parte all'evento rendendo un omaggio alla memoria di Francesca Morvillo (moglie di Giovanni Falcone, uccisa insieme a quest'ultimo e ai tre agenti di scorta), attraverso un monologo in cui è stata interpretata la sua storia dalla nostra Direttrice Sonia Bongiovanni; tutto ciò davanti ad un pubblico composto (tra i presenti) dal Procuratore Generale di Palermo, Roberto Scarpinato ed in particolare, dal Procuratore di Trapani, Alfredo Morvillo (fratello della vittima). A seguito dell'intervento, la stessa Sonia è stata intervistata da Radio Voce della Speranza.

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Il mattino seguente ci siamo recati in Piazza Magione per partecipare alla manifestazione volta a ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo ed i tre agenti della scorta, facendo alcune interviste con TgR-Rai e con CineTV Roma. Sul palco si sono esibiti i nostri amici Dinastia E Gli Ultimi (che ringraziamo per averci citato), Luca Abete e Christian "Picciotto" Paterniti, oltre a tanti altri artisti.
Nel primo pomeriggio ci siamo recati all'Aula Bunker di Palermo, il posto nel quale centinaia e centinaia di boss mafiosi sono stati condannati negli anni '90, durante il Maxiprocesso ideato e portato avanti da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino ed il resto del pool di Palermo. In quell'Aula si è scritta (e si sta scrivendo tuttora) la storia d'Italia, la stessa aula in cui i Pm Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi hanno portato avanti il processo Trattativa Stato-Mafia nel quale sono stati condannati (lo scorso 20 aprile in sentenza di primo grado) pezzi dello Stato che collaborarono con Cosa Nostra, in riferimento alle stragi del '92 e '93. Tutto ciò ha suscitato in noi grandi sensazioni, trasmettendoci ancora di più quel senso di responsabilità che è il perno di tutti i magistrati, è alla base della loro etica, sia nel passato sia al giorno d'oggi, affinché possano svolgere il proprio dovere in quell'edificio simbolo.
Sul posto siamo stati intervistati anche dalla giornalista Angela Caponnetto, per conto di RaiNews24.
Nel corso della giornata ci siamo recati all'Albero Falcone, anche lì, come ogni anno, si svolge un evento in ricordo della strage di Capaci. Abbiamo udito tante belle parole di commemorazione, ma poche riguardo l'azione, quella vera, che davvero potrebbe (e dovrebbe) rendere gloria (e non solo omaggio) al Giudice Falcone e a chi come lui ha dato la vita per la lotta alla mafia; uno dei pochi a spendere grandi parole in questo senso è stato, ancora una volta, il Procuratore Generale di Palermo, Roberto Scarpinato, il quale in un impeto di emozione ha promesso di dare la vita pur di riuscire ad ottenere la verità e portare avanti l'opera dei giudici prematuramente scomparsi.
Vanno in ogni caso sottolineate, la grande affluenza di persone (provenienti da tutta Italia) che hanno partecipato alla manifestazione e la grande commozione generale scaturita durante ed in seguito al minuto di silenzio. Durante l'evento, inoltre, siamo stati intervistati da diverse reti televisive lì presenti: LaPresse, TeleOne ed infine dal giornalista di SkyTG24, Fulvio Viviano. La sera dello stesso giorno siamo stati invitati ad intervenire a RadioIn insieme al caporedattore di Antimafia Duemila, Aaron Pettinari, al direttore della stessa rivista, Giorgio Bongiovanni e al Magistrato Leonardo Agueci. Ancora una volta, abbiamo avuto l'opportunità di ribadire la nostra posizione riguardo gli eventi della settimana, oltre ad esserci presentati come Movimento Culturale Internazionale.
Il 25 maggio abbiamo vissuto una delle esperienze più toccanti della nostra permanenza: siamo andati ad intervistare un ragazzo venticinquenne del quartiere Albergheria, il quale ci ha contattati per poter raccontare la propria storia ed esperienza personale. E’ la vita difficile di un ragazzo promettente in ambito scolastico e sportivo, condizionata, purtroppo, dalle pessime condizioni sociali del suo luogo di nascita (oltre ad alcuni sciagurati eventi come un incidente quasi mortale), che lo hanno portato in una spirale di delinquenza da cui solo ora sta provando e riuscendo ad uscire, grazie alla propria forza di volontà e soprattutto al supporto della sua famiglia; in particolare della madre Katia (una bravissima persona che svolge quotidianamente attività di volontariato presso il “Centro Sociale San Saverio” di Padre Cosimo Scordato, con il quale il nostro movimento collabora da tempo), dei fratelli più piccoli e di sua figlia. Le dichiarazioni di Salvo, nome del ragazzo, ci hanno portato una forte testimonianza della quotidianità vissuta dai  giovani di quel posto, gesto importante di un ragazzo che, oltre a voler cambiare la propria esistenza, ha dimostrato di voler aiutare anche i suoi coetanei. Noi, dal canto nostro, intervistandolo, ma anche visitando Albergheria, abbiamo toccato con mano e percepito il modo in cui vengono vissute determinate situazioni in quel contesto sociale (ovviamente in maniera minore rispetto a chi vive quella realtà quotidianamente).

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Nel tardo pomeriggio del 27 maggio, presso l’Atrio “Paolo Borsellino” della Biblioteca Casa Professa, abbiamo assistito in anteprima nazionale alla presentazione del libro: “Avanti Mafia! Perché le mafie hanno vinto” del noto giornalista, scrittore ed editorialista per ANTIMAFIADuemila, Saverio Lodato. All'evento, organizzato dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino, sono intervenuti insieme allo scrittore: Pif, attore e regista (autore del film "La mafia uccide solo d'estate"), Nino Di Matteo, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, che firma la prefazione del libro, gli attori Lunetta Savino e Carmelo Galati, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e il direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni.
Il dibattito è stato di un’importanza storica, non solo per gli argomenti trattati dai relatori, fra tutti il Pm Di Matteo (che tra le altre affermazioni, ha colto ancora l'occasione per riflettere e far riflettere anche sulla sentenza storica del processo Trattativa Stato–Mafia, in cui, ribadiamo, sono stati condannati in primo grado dalla Corte di Assise boss mafiosi, politici e carabinieri), anche per il modo in cui sono stati esposti. Va fatto un plauso alla bravura dei due attori sopracitati, che nel leggere diversi scritti, volti ad omaggiare la memoria di giudici e membri dell'Arma scomparsi negli anni, hanno commosso tutto il pubblico presente; nonché all’organizzazione stessa dell’evento. Al termine dello stesso, abbiamo avuto la possibilità di un confronto con i relatori. In conclusione, quest'esperienza ci ha segnati nel profondo per motivi diversi,  soprattutto ha permesso al nostro gruppo di continuare a perseguire l'obiettivo comune: sostenere chi lotta da una vita per ottenere giustizia e verità e diffondere il nostro messaggio attraverso l'arte.

*di Davide Bonfigli, 23 anni gruppo Our Voice Marche (Italia)

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