20180512 manif liceo a caro c f zeppilli 1
di Jamil El Sadi -
L'intervista a fine articolo

Premetto che questo articolo non è un attacco nei confronti del mio Dirigente Scolastico, Prof. Piero Ferracuti. Lo rispetto come persona vista la carica che ricopre nei miei confronti nonostante non condivida alcune sue scelte. Premetto anche che parlerò esclusivamente per la mia persona e non per altri, tranne in alcuni sporadici casi dove mi è impossibile. Tutto questo per evitare strumentalizzazioni ed eventuali polemiche di ogni genere e tipo, così da poter finalmente porre fine a questa storia.

In questi giorni nella città di Fermo si sono susseguite delle vicissitudini dietro ad un’assemblea di istituto incentrata sulla mafia, annullata, però, all’ultimo minuto. Ma andiamo per ordine.

Il 12 maggio scorso, si sarebbe dovuta tenere l’assemblea di istituto del Liceo Classico A. Caro di Fermo, di cui sono uno dei rappresentanti, presso il Teatro dell’Aquila della stessa città. L’evento avrebbe avuto come ospiti la redazione di ANTIMAFIADuemila, il movimento culturale Our Voice e una figura istituzionale. I primi contatti, per ricoprire l’istituzione, furono due magistrati: Nicola Gratteri e Giuseppe Lombardo. Personaggi importanti ed impegnati nella lotta al crimine organizzato, in particolar modo la ‘Ndrangheta, che però non riuscirono a garantire la loro presenza.
L’ultima richiesta di posticipazione dell’evento, infatti, fu quella del procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo. Il quale chiese, a fine aprile, se fosse stato possibile spostarla dal 3 maggio, data prestabilita insieme al magistrato a fine a fine mese. Fu così che la nuova data fissata, in comune accordo con i relatori ed il teatro, fu sabato 12 maggio.

Solo dieci giorni prima dell’assemblea, però, è stato comunicato dallo stesso Lombardo che per impegni lavorativi non rinviabili non avrebbe più potuto presenziare al teatro il 12 maggio. Il preside è stato informato subito, ed il giorno dopo noi rappresentanti di istituto ci siamo riuniti in presidenza con lui. Dovevamo scegliere se annullare l’assemblea oppure farla apportando alcune modifiche. Noi rappresentanti, pur di portarla a compimento, avevamo deciso di apportare alcune modifiche. Avevamo comunicato al nostro Dirigente Scolastico, infatti, la volontà di realizzare ugualmente l’assemblea con i relatori rimanenti (la redazione di ANTIMAFIADuemila e il movimento culturale Our Voice) ed aggiungere un ulteriore tema: la Trattativa Stato-Mafia.
Non potevamo chiamare altri relatori poiché carenti di tempo per l’organizzazione nuova che si sarebbe dovuta costruire.
Il Dirigente Scolastico era d’accordo alla discussione del tema a due condizioni. Come prima cosa i relatori non potevano scendere in giudizi personali, opinioni o strumentalizzazioni di nessun tipo. Inoltre, dovevano ad ogni modo parlare del tema per cui furono invitati (‘Ndrangheta e traffici di droga). Rassicurai personalmente il preside, in seduta stante, che le sue raccomandazioni si sarebbero rispettate.

La sera dell’8 maggio il movimento culturale Our Voice, di cui sono membro, ha partecipato alla presentazione del libro “Suicidate Attilio Manca” scritto dal vice direttore di ANTIMAFIADuemila, Lorenzo Baldo. Our Voice ha avuto l’onore ed il piacere di poter presentarsi. Spettò a me la comunicazione di alcuni eventi futuri in cui il movimento avrebbe partecipato. Fra gli appuntamenti avevo ricordato quello del 12 maggio al Teatro dell’Aquila di Fermo dicendo che sarebbe stato incentrato sulla trattativa stato-mafia.
Il pomeriggio del giorno seguente, ho scritto al mio Dirigente Scolastico domandandogli quando avrei potuto chiamarlo, poiché avrei dovuto comunicargli l’assenza del direttore di ANTIMAFIADuemila per l’assemblea di sabato 12 maggio a causa di impegni non rinviabili e di estrema urgenza, ma che nonostante tutto si era reso comunque disponibile ad intervenire via Skype poiché riteneva importante e fondamentale parlare agli studenti del Liceo che rappresento.
Al telefono, il preside, mi disse di aver letto l’articolo di Cronache Fermane, pubblicato la mattina, e di aver ricevuto diverse telefonate da genitori e persone che si erano lamentate con lui di questo ipotetico cambio di argomento.
Mi disse di riferire alla redazione di ANTIMAFIADuemila che non avrebbero più potuto parlare della Trattativa Stato-Mafia. Quest’ultima, però, una volta riferito quanto detto dal preside, mi disse di sentirsi censurata da questi paletti. Così decise di non presenziare più all’incontro. Lo stesso, e per le stesse motivazioni, fece anche il movimento culturale Our Voice.
Fu così che l’assemblea si ritrovò senza relatori.
La mattina seguente, il Dirigente Scolastico, mi inviò una lettera personale, all’attenzione del “Gent.mo sig. El Sadi” dove scrive:
Apprendo da ‘cronache fermane’ del 9 maggio u.s., che la S.V., nell’ambito dei prossimi appuntamenti di Antimafia 2000, annovera l’incontro del 12 maggio p.v. al Teatro dell’Aquila di Fermo che, a Suo dire, sarà incentrato sulla sentenza riguardante la trattativa tra Stato e Mafia. Oltre a rilevare che l’incontro di cui sopra non è un appuntamento di Antimafia 2000, bensì un’Assemblea di Istituto, desidero esprimere la mia sorpresa nel leggere che l’appuntamento sarà ‘incentrato’ sulla sentenza di cui sopra. […] Questa Dirigenza, pur rimanendo pienamente disponibile alla trattazione dell’argomento da Lei dichiarato, ritiene che l’importanza e la delicatezza della questione non possano prescindere da un adeguato lavoro preparatorio nelle singole classi nonché dalla presenza, in Assemblea, anche di un Magistrato o di un rappresentante delle Istituzioni”.

Nel leggere questa lettera mi sono sorte delle perplessità alle quali non ho trovato risposta. Ad esempio perché il Dirigente Scolastico Ferracuti ha scritto di apprendere da Cronache Fermane la questione trattativa stato-mafia, quando gli è stata comunicata il 3 maggio da noi rappresentanti? Perché solo a due giorni prima dall’evento mi ha comunicato, tramite lettera, di dover svolgere un lavoro preparatorio nelle classi per poter trattare della Trattativa Stato-mafia? Chi e come avrebbe potuto preparare gli studenti in così poco tempo?
Come dovrei interpretare, infine, la richiesta last-minute della presenza di un rappresentante delle istituzioni? Reputa forse la redazione di ANTIMAFIADuemila poco autorevole?
Quest’ultima, è l’unica testata giornalistica ad aver seguito fin dall’inizio in loco il processo Trattativa Stato-Mafia, dando voce sia ai pubblici ministeri sia alla difesa. Chi, quindi, meglio di loro da dover chiedere, ad ogni costo ed in ritardo, la presenza di un’istituzione?
Se l’equivoco è nato da una mia citazione, durante una presentazione di un libro, il Dirigente Scolastico avrebbe potuto chiamarmi per chiedere delle semplici spiegazioni, prima ancora di dar ascolto a molteplici telefonate. Ma purtroppo questo non è accaduto.


Per completezza d’informazione, devo sottolineare, sempre per evitare fraintendimenti di ogni genere e tipo, che il preside non ha annullato l’assemblea ne censurato noi studenti. L’assemblea è stata annullata da noi rappresentanti di istituto perché i relatori sono stati, a mio avviso ingiustamente, censurati da delle condizioni poste dal preside. Di conseguenza, noi studenti siamo stati privati di un incontro dove avremmo potuto ascoltare persone autorevoli che avrebbero parlato di mafia, rapporti con le istituzioni, traffico di droga e tanto altro.

Ad ogni modo tra i ragazzi, una volta comunicato loro l’annullamento dell’assemblea, iniziarono a diffondersi le prime voci di corridoio. Nacquero come lamentele di disapprovazione nei confronti delle condizioni poste dal preside, per poi trasformarsi, durante la mattina del 12 maggio, in uno sciopero silente di duecento studenti. Nessun cartellone, né tanto meno cori o grida di protesta. Solo un rigoroso silenzio.
Ad organizzare il tutto? Personalmente credo sia stato un pensiero collettivo, senza però essere capitanato da qualcuno in particolare.

Ho partecipato allo sciopero per lanciare un messaggio forte, di non condivisione di pensiero, al mio Dirigente Scolastico e a tutti coloro che gli hanno telefonato lamentandosi di uno dei temi in oggetto. Non di certo per aggressione o per mancanza di rispetto.
Dopo poco più di un’ora, arrivò la notizia che il preside era entrato a scuola. In quel momento lo sciopero cessò. Il fiume di ragazzi lasciò di fronte al Liceo un vuoto ed un silenzio ancora più tacito e tagliente di prima. Un silenzio pieno di domande e privo di risposte. Non serve violenza, né tanto meno aggressione di nessun tipo. Nella giornata di sabato 12 maggio è stato dimostrato che il silenzio, ispirandosi al principio della “nonviolenza” di Gandhi, trasmette più di mille parole.
 
Per concludere vorrei ricordare, sia al mio Dirigente Scolastico sia a coloro che lo contattarono telefonicamente e a tutti i lettori, che la redazione di ANTIMAFIADuemila è composta da giornalisti seri, documentati, obbiettivi e rigorosi, che non fanno nessun tipo di approssimazione nel loro lavoro. Vantano vent’anni di storia caratterizzata da battaglie di legalità e giustizia, sostegno da parte di familiari di vittime di mafia, magistrati schierati in prima linea contro il fenomeno mafioso, attivisti e popolazione civile. Personalmente la reputo una delle testate più importanti nella lotta al crimine organizzato, se non la più importante, e in tal modo avrebbe potuto contribuire in maniera efficace nel raccontare la storia della trattativa tra la mafia e pezzi dello Stato, agli studenti del Liceo. Ricordo che la sentenza del processo trattativa Stato-mafia condanna in primo grado il boss corleonese Leoluca Bagarella insieme al medico di fiducia di Totò Riina, Antonino Cinà, rispettivamente a 28 e 12 anni. Condanna a 12 anni gli esponenti delle istituzioni: gli ufficiali del Ros Antonio Subranni e Mario Mori insieme all'ex politico di Forza Italia Marcello Dell'Utri. 8 anni, invece, per l’ex uomo del Raggruppamento operativo speciale Giuseppe De Donno. Ed infine, dichiara colpevole anche Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, condannato a otto anni per calunnia nei confronti dell’ex capo della Polizia Giovanni De Gennaro.

Ma sono sicuro che tutto questo potremmo farcelo spiegare nei minimi dettagli dalla redazione di ANTIMAFIADuemila l’anno prossimo, a seguito di un’adeguata preparazione nelle classi. Confido, infatti, nella promessa fatta dal preside, come attesta la sua lettera. Diciamo quindi che tra sciopero silente, telefonate un po’ troppo rumorose e promesse fatte, sulla questione Liceo-Trattativa Stato-Mafia non si pone un addio, ma un arrivederci.

Guarda l'intervista su Radio Linea n°1: facebook.com/story.php?story_fbid=1765196646874527&id=186021304792077

Foto © F. Zeppilli

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