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fiaccolata fiumicello giulio regeni
di Beatrice Boccali* - Video

È scomparso, lo hanno fatto scomparire! Chi, come, perché: questi sono ancora misteri.
Giulio era un ragazzo che apparteneva al mondo, non era possibile legarlo a un solo luogo. Ciò non toglie che Fiumicello apparteneva a lui. Questa è la motivazione per la quale, anche quest’anno, nel giorno della sua scomparsa la città organizza l’ennesima manifestazione in suo nome.
25 gennaio 2019, fiaccole per tutta Fiumicello, luci di una speranza che non ha intenzione di spegnersi. Da tutta la regione, si uniscono liberi cittadini perché nel silenzio di un corteo è imprigionato un grido di verità e giustizia.

Uno studente friulano di ventotto anni, dottorando alla Cambridge University.
Una tesi sull’economia del Cairo.
Articoli per il giornale “il Manifesto”.
Contatti con l’opposizione egiziana.
La scomparsa.
Una scomparsa come molte, su cui ancora non è stata fatta chiarezza; l’ennesima verità mancata.
Il ritrovamento di un cadavere, sfregiato, quasi irriconoscibile.

In Egitto, attualmente, avvengono innumerevoli casi identici a quello di Giulio. Si perdono le tracce di giornalisti, attivisti, cittadini.
Silenziosamente, se ne vanno senza che ci sia trasparenza sugli accaduti.

A tre anni dalla scomparsa, dopo la manifestazione, personaggi importanti hanno portato il loro contributo alla serata e sostegno alla famiglia, che ancora lotta.
Dal palco della sala Bison di Fiumicello, Erri De Luca paragona Giulio a Teseo, un giovane “esploratore” che entra nel labirinto del Minotauro.
Teseo, a differenza di Giulio, è uscito vincitore.
Teseo aveva aiuti importanti che gli hanno permesso di ritrovare la strada.
Teseo non era solo.
Ci piacerebbe poter dire lo stesso di Giulio.
Ci piacerebbe poter dire che, come Teseo, lui abbia salvato tutti i ragazzi che erano nelle sue stesse condizioni, imprigionati, torturati e con un destino funesto.
Ci piacerebbe, ma non saremmo qui, non ci sarebbero manifestazioni, né fiaccole.
Ci piacerebbe.

Il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti, lancia un appello all’impegno civile anche per i tanti Giulio egiziani che non conosciamo. Tutto può riaccadere, perché tutto riaccade. È un messaggio che ci esorta a non permettere che quanto è avvenuto muoia nell’oblio; ci incita a fare memoria, a informarci, a conoscere.

Abbiamo solo le nostre parole” afferma l’onorevole Luigi Manconi, “e un desiderio di verità”. Anche se sembrano superficiali o appaiono come messaggi sterili, sono il primo strumento che ci permette di continuare a dare vita a Giulio; raccontando la sua storia e usando quelle stesse parole per chiedere fino all’ultimo istante verità e giustizia.

Sono stati numerosi gli interventi di coloro che volevano ricordare il nativo di Fiumicello, la cui causa è ormai nota a livello internazionale.
Tutti quanti uniti sotto il suo nome. Nella serata del 25 gennaio non esistevano più ideologie politiche o religiose. Chi era presente ha partecipato per Giulio, per dare un sostegno alla famiglia, per non dimenticare. Il resto non poteva che finire in secondo piano.

Siamo apparsi in varie tv locali come gruppo Our Voice.
Nelle interviste abbiamo voluto rilevare l’importanza di fare memoria, la nostra convinzione di come non sia possibile costruire un futuro nuovo finché tutte le verità del nostro Paese non saranno venute a galla.
Giulio Regeni siamo anche noi. Lo sono tutti i giovani che vivono di curiosità e informazione. Tutti i giovani impegnati che non hanno paura, tanto da donare se stessi in nome delle battaglie che portano avanti, tanto da mettere in ballo la vita.

Clicca qui per vedere dal min 02.55 al min 04.39 il nostro intervento al TGR Friuli-Venezia Giulia

*Coordinatrice gruppo Our Voice, Friuli-Venezia Giulia (Italia)

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