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OurVoice 8736di Beatrice Boccali -
Un’iniziativa dedicata ai giovani, una sala per le prove, un nuovo spettacolo - Gallery
Fuori fa caldo, termina un’estate intera passata portando avanti tanti progetti in giro per l’Italia (rigorosamente a marchio Our Voice). Numerosi ricordi si accalcano nella mente con il desiderio di avere il loro spazio ancora una volta dinanzi ai miei occhi. Un bisbiglio di fondo, una scadenza che non può essere più procrastinata: Uno spettacolo da creare. Avevamo vinto nel 2017 un bando regionale accompagnati dall'insegnante e presidente del “Teatro del silenzio” Federica Sansevero. Settembre giunge senza preavviso, ci ricorda che abbiamo degli impegni imminenti, ma questa volta siamo pronti.
È pronta una nuova realizzazione: “E’ tempo di essere luce”. La storia di un ragazzo che apre lo spettacolo gridando al mondo il suo disagio, gli errori che ha commesso. Un ragazzo perennemente accompagnato dal suo bimbo interiore che sembra però non essere più in grado di ascoltare, nonostante quest’ultimo si dimeni e soffra empaticamente con lui.
Le scelte che ha fatto nella sua vita e che l’hanno portato a perdere se stesso sono però davvero solo una sua responsabilità? L’idea individualista ci porta a pensare che sia così, non viene considerata l’inevitabile influenza che ha invece l’ambiente esterno su ognuno di noi.  Nelle scene successive sono rappresentate, in versione “deviata”, scuola, lavoro, famiglia e mass media e l’ impronta che esse lasciano sulle nuove generazioni. Un’insegnante tenuta a mantenere la rigidità di un protocollo che la allontana sempre di più dagli studenti e dalla sua idea di istruzione.
Dei lavoratori divenuti oramai come automi, che non trovano più alcuna soddisfazione. Un imprenditore senza scrupoli che per i soldi ha perso valore ed etica abbandonando anche la moglie e la figlia a se stesse.
I social media, che farebbero di tutto, pur di portare i giovani all’omologazione. Nel trascorrere delle scene, tra canto, danza e recitazione, il bimbo interiore del protagonista prende coscienza e smette di agonizzare, smette di sopravvivere e decide di lottare. La battaglia è simbolica, è con se medesimo e il protagonista stesso n’è promotore. Una lotta intestina, atavica, tra il bene e il male, che porta al trionfo della luce sul buio, scandita dai colpi sonori di un tamburo sacro. È in questo momento dello spettacolo che si tirano le fila di quello che è accaduto. Un monologo esplica quella che è la condizione dell’infanzia e sottolinea come, nonostante tutte le interferenze esterne, nessuno di noi possa usare degli alibi per auto assolversi. La condizione della società che ci circonda non può che essere un incentivo a lavorare su noi stessi. Abbiamo la possibilità di difenderci diventando consapevoli, e, in questo modo, poter portare un apporto positivo nel mondo. Lo spettacolo si conclude con la canzone “Mi revolución” simbolo della battaglia che ognuno di noi combatte ogni giorno dentro di sé. Un messaggio forte in lingua spagnola e che da il titolo: “È tempo di essere luce”.



La prima dello spettacolo è stata portata nell’auditorium di Majano (UD) il 15 Settembre 2018, con ingresso libero. Il 24 Settembre ci aspettava una nuova sfida, portare lo spettacolo in lingua inglese nella scuola di Caporetto (Slovenia).
Quel giorno, assieme alla insegnante di teatro, abbiamo organizzato un laboratorio con i ragazzi della scuola che ci avevano appena ascoltati. Il confronto con culture diverse, seppur così vicine territorialmente a noi, è sempre emozionante e stimolante. È però solo con gli spettacoli nelle scuole locali, che abbiamo sentito nuovamente la forza del messaggio che stavamo portando.
In particolare il 13 Ottobre presso il liceo Caterina Percoto di Udine. A questo evento vi hanno partecipato tutti i gruppi di Our Voice in Italia assieme a una rappresentante dell'Argentina. Infine il 3 Novembre abbiamo chiuso il tour con i ragazzi dell’ISIS Magrini - Marchetti di Gemona del Friuli. Solo parlando con i giovani, nostri coetanei, confrontandoci con loro nei dibattiti successivi agli spettacoli, ritroviamo il senso di tutto. L’obbiettivo nelle scuole non è mai stato quello di fungere per un giorno da insegnanti, ben che meno quello di posizionarci su un piedistallo. Siamo allo stesso livello, siamo giovani con la voglia di una società più giusta e il desiderio di stimolare le nuove generazioni al ragionamento, a rendersi consapevoli della forza e dell'importanza delle proprie decisioni.
Per concludere riporto la citazione del famoso giornalista italiano Indro Montanelli, in relazione al senso dello spettacolo: “L'unico consiglio che mi sento di dare ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.” Abbiamo l'opportunità di scegliere ogni giorno chi essere: questo è il tempo e oramai il titolo dello spettacolo vi è noto.

Beatrice Boccali, 19 anni, coordinatrice Our Voice Friuli-Venezia Giulia (Italia)*

Foto © Tommaso Pagnutti

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