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guffanti matias martines teotecpatl
di Mariana Trejo
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Intervista con Teotécpatl Martínez, leader regionale di Earth Guardians in America Latina
Due mosse, stesso orizzonte. Due movimenti diversi, ma con gli stessi valori. Due movimenti, la stessa arma: l'arte. Due movimenti, un obiettivo: risvegliare i giovani per ribellarsi contro questo sistema.
Oggi, più dell’ 80% della ricchezza è detenuta nelle mani dell'1%, mentre il resto della popolazione (più di sei miliardi) vive in povertà e in una forma di vita che causa distruzione illimitata. Che cosa lascia ai giovani questo sistema? Dipendenza, depressione, ignoranza. Nessun futuro. Per il sistema, se non ci sono valori è meglio, per continuare a giocare e a uccidere, distruggendo la Terra e arricchendo alcuni. L'umanità ha perso la speranza e ha dimenticato ciò che significa la libertà.
Il 13 febbraio da “Tierra de Nadie”, un programma radio del movimento Our Voice, a Santa Cruz, in Argentina, insieme a Matias Guffanti (coordinatore di Our Voice in Sudamerica) si parla di “Earth Guardians” o Guardiani della Terra, con Teotécpatl Martínez dal Messico (DF); presente subito dopo aver terminato le sue lezioni di ballo e conoscenza ancestrale nello spazio Calmecac Mexica, per diffondere la cultura e la spiritualità ancestrale.

Cosa fa “Earth Guardians”? Quali sono le vostre attività?
I Guardiani della Terra, Earth Guardians, è un'organizzazione mondiale che si sta dedicando alla rivoluzione della coscienza o “cospirazione” di coscienza. Qui, in America Latina, il movimento è in crescita, ci sono circa trecento gruppi in tutto il mondo e ora lavoriamo duro per la nostra Terra e questi Paesi fraterni, dal Messico all'Argentina; lottiamo per i diritti della Madre Terra. Earth Guardians è un'associazione ambientalista, ma è anche qualcosa di più: la cultura, l'arte e la spiritualità sono le benvenute. Per creare il cambiamento sulla Terra abbiamo bisogno di guarire la nostra vita, il nostro ambiente a partire dalla parte mentale, fisica e spirituale, affinché si possano cambiare le profondità dell'essere; al fine di agire prima nelle nostre famiglie, lavorando poi con i vicini, con le nostre comunità, le città, ma lentamente a partire da se stessi. Così, impariamo il rispetto per la Terra e a riconnetterci con la saggezza di quest’ultima, prendendo l'esempio anche dalla saggezza dei popoli ancestrali che hanno indicato il cammino; popoli che hanno vissuto e sono esistiti per migliaia di anni senza danneggiare la nostra vera Terra, come, effettivamente, abbiamo fatto noi con questo sistema.
Quindi, secondo la nostra opinione è molto importante riconnettersi con i popoli ancestrali, attraverso le arti come la musica, la danza, il teatro. Usiamo anche i documentari e i social network per entrare nel sistema e mettere una bomba di coscienza al suo interno. Sappiamo che l’80/90% della globalizzazione è negativa, però utilizziamo i social network, che sono parte della globalizzazione stessa, come strumento per entrare nel sistema e fare una rivoluzione interna. Lavoriamo anche con la permacultura, la costruzione di tutto ciò che ha a che fare con il prendersi cura della Terra, attraverso l'agricoltura biologica, le banche di semi e tutta la saggezza del pianeta. Abbiamo e stiamo anche lavorando con i circoli femminili, per responsabilizzare le donne all’interno di un sistema sessista in cui stiamo inculcando l'equilibrio e il rispetto per loro, come un fattore cruciale della cultura e del nucleo sociale. Ci stiamo occupando, inoltre, di diverse discipline ancestrali poiché Earth Guardians è un'organizzazione all’interno della quale non importa quali siano la religione, la cultura, il Paese di origine o il colore della pelle di ognuno, nessuna di queste cose; ciò che conta è riunire tutti in un grande cerchio e lavorare per i diritti della Madre Terra, riconoscendoci come abitanti e cittadini del pianeta, dove non ci sono confini, ma apparteniamo tutti alla Terra. Lavoriamo anche in difesa dell'acqua, dei diritti umani e degli animali, per una politica cosciente, il riciclo, il servizio sociale, il collegamento con i nonni e le nonne della coscienza e per molte altre cose.

In che modo questo progetto di Earth Guardians inizia nel mondo in generale? Qual è l'obiettivo finale riassunto in parole povere, il concetto su cui puntano con il movimento, qual è l'orizzonte?
Questo movimento, iniziato alle Hawaii all’incirca nel 1991 o 1992, con la madre di Xiuhtezcatl che si chiama Tamara Roske, è di origine americana. Quando lei era alle Hawaii, sono arrivate alcune aziende a irrigare i pesticidi, poco dopo sono accadute alcune cose preoccupanti a livello ambientale. Tamara ha sognato che molti bambini piccoli e un sacco di gente stavano combattendo per la Terra, tutti insieme. Quando si è svegliata da quel sogno ha compreso un messaggio molto potente, così ha cominciato a incoraggiare i suoi figli a iniziare un movimento di famiglia; conoscendo Helen Samuels, un’attivista che ha lottato per molti anni in favore del pianeta. Collaborando con la dottoressa Samuels, Tamara ha deciso di portare la tematica dei giovani presso l'ONU, cercando bambini provenienti da tutto il mondo, rappresentanti di ogni Paese per andare a parlare alle Nazioni Unite e dire al mondo quanto fossero preoccupati per il presente e il futuro di questa generazione. Ed è lì che il papà di Xiuhtezcatl, mio cugino, è stato scelto come rappresentante del Messico. Lui ha portato la fiaccola per i bambini alle Nazioni Unite e, per la prima volta, nel 1994 e nel 1995 sono riusciti a parlare. Questo è il modo in cui è nato il movimento e ci sono state tre generazioni: la prima con mio cugino, il papà di Xiuhtezcatl, la seconda generazione è stata con la sorella di Xiu Tonantzin Roske, mentre la terza è proseguita con Xiuhtézcatl. Prima era un movimento molto intimo, familiare o per gli amici, non era grande, ma Xiuhtezcatl a sette anni ha visto un documentario di Leonardo di Caprio, che parlava della situazione della Terra e lui ne è stato subito ispirato e ha deciso di voler essere un attivista. All'età di undici anni è venuto a sapere che alcune aziende avevano iniziato a vendere pesticidi, proprio come nelle Hawaii e a Punta del Colorado. Egli ha cominciato, quindi, a organizzarsi con i suoi compagni di classe in aula, coinvolgendo gli insegnanti, l’intera scuola e infine tutta la gente di New Colorado. Fra tutti, sono riusciti a unire più di 40mila persone e a far uscire quelle multinazionali da New Colorado. Lì, hanno capito che dovevano riprendere i "Guardiani della Terra". Xiuhtezcatl ha avuto un impatto molto grande e ha iniziato a fare conferenze in tutto il mondo, compiendo una vera rivoluzione, fino a quando non Leonardo Di Caprio, ma Xiuhtezcatl stesso, a quindici anni, lo ha sentito e invitato a casa sua; hanno parlato e poi è stato invitato all'ONU, dove era già andato tre volte. Attraverso la diffusione dei Rolling Stone ha avuto l'opportunità di essere sulla copertina dei giornali, il movimento si è diffuso a livello mondiale ed è così che molti gruppi sono apparsi in tutto il mondo. Con Xiuhtezcatl, è divenuto un movimento globale. Siamo in grado di definire quali siano gli obiettivi di “Earth Guardians”: lo scopo fondamentale è quello di lottare per le generazioni dei bambini e dei giovani, lasciando loro e alla Terra stessa un presente migliore. Cerchiamo di connetterci con le persone attraverso l'apprendimento dell’essere sostenibili e prosperi, in quanto riteniamo che un vero e proprio impatto contro questo sistema consumistico sia insegnare loro a piantare il proprio cibo, a costruire le proprie case, ad avere modelli più sostenibili di vita (vegetariani o usando una quantità minima di prodotti, perché stanno distruggendo la Terra). In breve, l’obiettivo è quello di creare un mondo migliore e di speranza per le generazioni future, fare un cambiamento globale, individualmente, personalmente, ma globale.

Cosa pensate dell'arte come strumento di attivismo?
L'arte è fondamentale, ad esempio come la musica. Il leader dell'organizzazione, Xiuhtezcatl Martínez, utilizza l’hip hop come un elemento di cambiamento e i suoi testi parlano di tale consapevolezza; in questa lotta sociale, per la Terra, l'arte è una forma di espressione che è universale e può entrare nel cuore di tutte le persone del mondo. La musica è una delle arti più dirette, entra dall'orecchio e va direttamente al cuore. Questo è un elemento molto potente per raggiungere le masse, così come la pittura, la danza, anche il cinema, il teatro e molte altre forme di espressione. Sono modi fondamentali per raggiungere il popolo in maniera più assimilabile, crediamo che l'arte sia uno degli strumenti più potenti che abbiamo per generare il cambiamento.

Pensi che la lotta non politica e fuori dalla politica, da parte dei giovani, possa realmente trasformare le società del mondo?
Penso che dobbiamo partire da quella radice per generare spazi ispirati a modelli che non hanno danneggiato la Terra, come i modelli ancestrali. Qui abbiamo un libro intitolato: "Le culture socialiste Anahuac" di Romero Vargas Yturbide, una delle icone della cultura antica del Messico, che ci insegna che tali culture erano possibili dove il cibo era condiviso e senza la presenza dei soldi, ma crediamo di dover coprire tutte le aree. Dobbiamo aggiornarci, infiltrarci nel sistema, creando iniziative mediante la preparazione di un piano politico, afferrare il toro per le corna e generare proposte che siano anche garantite dai politici delle regioni in cui siamo, per generare cambiamenti (...). Purtroppo, se non ci impegniamo in questo modo nel sistema, continuerà l'oppressione. Dobbiamo farlo in maniera intelligente e in base alla politica del Paese in cui viviamo, formulando proposte per combattere in modo sereno a favore della Terra. Occorre fare un attivismo consapevole, in cui la cosa principale è imparare a essere sostenibili, a partire da noi stessi, non continuando a consumare le cose che stanno distruggendo il pianeta. E’ importante l'attivismo, scendere in piazza, ma sempre come un cambiamento nel livello di coscienza globale, affinché ci siano esseri umani coscienti di lavorare nel tessuto sociale e non più persone che contribuiscono a un sistema che vuole farci essere dei robot; per continuare a consumare nei supermercati o ad avere gli stessi modelli di “carcerazione”. Oltre sette miliardi di esseri umani vogliono un sacco di automobili, comodità e lussi. Non abbiamo bisogno di tutto questo, ma del declino, di ristabilire il contatto con gli spazi, di riprendere il contatto con la Terra, danzando e cantando; in modo tale da utilizzare il nostro tempo non per generare denaro e altro ancora, ma usarlo per riconnettersi e lottare a favore degli spazi che rimangono ancora sulla Terra.

Dato che i Guardiani della Terra è un movimento che si trova principalmente negli Stati Uniti, cosa ne pensate del governo di Trump?
I popoli che resistono sono più potenti dei governi, sappiamo che questo è successo in tutta la storia del genere umano per migliaia di anni. Si sono susseguiti governi e personaggi che hanno cercato di controllare i confini terrestri per le masse, ma un'idea sarà sempre più potente rispetto a qualcosa di materiale. Una sedia può durare vent’anni, un’idea può durare migliaia di anni, le idee dei nostri antenati e dei loro stili di vita si tramandano; potranno mettere le barriere, ma non saranno in grado di controllare la rinascita di questo nuovo sole di culture ancestrali. Ad esempio, la generazione dell'Aquila formata dalle culture del Messico e dell’Alaska, la Confederazione del Quetzal dei popoli dell'America Centrale e la Confederazione Condor da Panama all'Argentina, sono persone meravigliose in ripresa. La nostra visione di questo modello tiene testa al governo Trump, noi continueremo a resistere, non siamo d'accordo e stanno combattendo. In effetti, in America, mio nipote con il movimento
Just Do, ha fatto causa al Governo degli Stati Uniti per la sua incapacità di assicurare il futuro delle generazioni a venire, per non essere consapevole e non proteggere la popolazione in questione e la natura. Siamo contro il fracking che danneggia così tanto le viscere della Terra. Siamo un movimento anti-politico, non è religioso, non cerchiamo donazioni da aziende o organizzazioni che stanno danneggiando la Terra, più di ogni altra cosa vogliamo infondere la consapevolezza nella coscienza degli uomini. Sappiamo che il denaro è il potere della volontà umana e della parola, ma noi sosteniamo l’umanità, così come Gandhi e molti altri combattenti sociali. Questi modelli si stanno affermando, la nostra posizione è essere cittadini della Terra, senza confini o colori della pelle. Siamo tutti figli della Terra e dobbiamo tornare ad essa, questa è la nostra posizione.

Che cosa significa riconquistare la connessione della Terra e dei popoli ancestrali, nei luoghi in cui viviamo?
Come un fiore di loto nella palude, non importa dove siamo, tanto più deplorevole è la situazione dei nostri spazi, tanto più forte deve essere la lotta; lontano dalla fuga e dall'andare in montagna lasciando che tutto vada sprecato. Sali nella nostra trincea e difendi i nostri spazi, lavora con i vicini e con la collettività nel loro insieme, perché questa è la vera lotta; usa le nostre armi e dici al mondo che la volontà delle coscienze umane è più potente della volontà di pochi. Noi siamo quelli che vogliono un cambiamento e un mondo migliore di quello che abbiamo.
Ci salutiamo con la gioia di incontrare altri movimenti fratelli e leader che affrontano questo sistema con gioia e convinzione, per il futuro delle prossime generazioni. Con la ferma convinzione di fare questa rivoluzione.
Nelle società del pianeta, che è la nostra Madre Terra, dobbiamo unirci e aggiungere questa grande volontà umana alla trasformazione, a questo grande cambiamento.
È necessaria una rivoluzione. Noi giovani stiamo facendo qualcosa.
La rivoluzione è già iniziata, è così.

*Membro gruppo Our Voice Santa Cruz (Argentina)

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