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metropolitana passeggeri
di Jacopo Casanova
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La civiltà moderna si reputa evoluta, intelligente. Eppure, noto che la gente che ne fa parte non è felice, il sistema economico crea abissali disparità a discapito della maggioranza. Non pensavo che questo si potesse chiamare progresso. Non capisco cosa ci sia di più assurdo che vivere la stessa routine, costretto a impiegare il tuo prezioso tempo in attività che non faresti, con assenza di passione, per poter ricevere un misero salario mensile sufficiente appena a sopravvivere.
Quanto è ancora più stupido colmare questa routine di odio, falsità, competizione e stress, rendendo ogni giornata un inferno. Eppure, questa è la normalità: essere costretti ogni giorno a vivere una ripetizione di fatti identici, senza possibilità di evadere, di fare ciò che ci piace per nutrire le nostre passioni. Ma perché? Il profondo motivo per cui accettiamo questa assurdità è la nostra ignoranza; infatti permettiamo a un prodotto umano, i soldi, di avere potere sulla nostra vita. Noi non lavoriamo per passione e per mettere i nostri talenti a disposizione della società. Noi lavoriamo perché siamo schiavi di chi si permette di decidere della nostra vita o della nostra morte, solo perché lo accettiamo. La gente, per trovare felicità ed evadere psicologicamente da questo sistema, prova insoddisfazione interiore. L’unica valvola di sfogo è sputare odio come fosse veleno, frutto del vuoto provato dentro, su chi si reputa inferiore a se stessi. Queste persone, conformate a un sistema malato nel principio, trasmettono a noi giovani la loro ignavia nel voler cambiare lo stato di cose, con frasi del tipo: "Che ci vuoi fare, non possiamo andare contro chi comanda" oppure "non conviene andargli contro, tanto hanno sempre ragione loro".
In questo modo, le nuove generazioni rischiano di convincersi che questi valori siano la verità. La realtà è un’altra, noi ragazzi abbiamo il diritto di far sentire la nostra voce ed esplodiamo di energia nel voler evadere e cambiare questa follia chiamata "normalità". Soffermandoci un attimo sull'odio che si percepisce tra le persone, ci chiediamo cosa ci sia di più bello del coltivare un’amicizia, dello stare insieme, sostenersi a vicenda, aiutare chi ci sta accanto, vivere in armonia con gli altri …
Questi sono i valori su cui costruire una vera normalità, ponendo fine a quest’assurda routine. Basterebbe chiedersi il perché e rendersi conto di quanto sia diventata ridicola la vita. Ecco, quindi, che la soluzione è possibile; è sufficiente volerla, inseguirla e realizzarla insieme.

* Coordinatore Our Voice Milano (Italia)

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