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coffee shop c cannabis culture c flicr
di Lorenzo Capretta
- Firma!
Oggi, girando tra le vie di una bellissima cittadina italiana e ammirando la bellezza sconfinata dell'ombra nascente da palazzi stupendi, baciati dalla luce di un sole che sembra emanare un calore quasi primaverile, non ho potuto non notare questo negozio che vende cannabis light.
Mi sono chiesto come mai siamo arrivati a questo punto. Perché dovrebbe essere legale la vendita di un tale prodotto che danneggia il sistema nervoso, nonostante i contenuti di THC siano inferiori allo 0.2%, il quale provoca la diminuzione dello spessore della corteccia cerebrale; oltre la perdita della memoria soprattutto nel periodo dell' adolescenza, quando il cervello è ancora in fase formativa?
Ovviamente, mi riferisco anche alla vendita di tabacco e alcool. Perché dovremmo far finta che, legalizzando sostanze stupefacenti o che creano dipendenza, risolveremo il problema legato alla vendita illegale? In Italia, il 60% dei consumatori sono minorenni, quindi impossibilitati a comprarla, visto che la legge vieta la vendita ai minori di diciotto anni. Probabilmente, tutto questo è un business che fattura milioni di euro e legalizzarlo converrebbe a tanti, i cui interessi prevaricano quelli dei cittadini.
Come dice il detto: “Sono riusciti a prendere due piccioni con una fava”. Innanzitutto, si vuole sedare la coscienza e lo spirito critico delle nuove generazioni, continuando a manipolare le persone per diffondere uno stile di vita all'apparenza normale, che ci sta portando all'autodistruzione. Infine, trarne un lauto guadagno. Incredibile, ma vero!
Nel 1968 ci si drogava per uscire dal conformismo perché nessuno lo faceva, adesso è diventata una moda. Ribelliamoci scendendo nelle piazze, impugnando come arma la nostra lucidità, in modo tale da cacciare via una volta per tutte questi individui senza scrupoli, che vogliono uccidere lentamente i giovani.
Questo non vuole essere solo uno sfogo, ma un appello.
Vi chiedo aiuto!
Vorrei far chiudere tutti i negozi italiani di cannabis light.
Occorre modificare la legge n. 242/2016 specificando la finalità di utilizzo della coltivazione, istituendo il comma 4 nell'articolo 1 della legge sopra indicata; precisare che la cannabis light non è un prodotto medicinale, da combustione o alimentare e decretarne il divieto di vendita ai minori.
Vorrei che questa legge fosse revisionata alla luce di studi scientifici, come quelli condotti dall' Università del Colorado, i quali attestano la pericolosità dei principi attivi contenuti nella cannabis light, anche in quantità circoscritte tra lo 0.2% e lo 0.6%.
Segue il parere del CSS, seduta del 10 aprile 2018 richiesta dal Ministro della Salute; oltre l'opinione del Dottor Nicola Gratteri, Procuratore capo della procura di Catanzaro, uno dei massimi esperti italiani di narcotraffico, il quale dichiara l'inefficacia della legalizzazione della cannabis light per sconfiggere il mercato illegale e il potere criminale delle mafie.
Per tutti questi motivi vorrei che venissero attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e secondo l’applicazione del principio di prevenzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti.
Riprendiamoci la nostra libertà attraverso questi piccoli gesti, ma significativi.
Aiutatemi, aiutiamoci.

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