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contadino campo
di Lorenzo Capretta
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Oggi, guardando un uomo seminare la terra, mi sono reso conto di quanto sia stato in grado di fare nella vita, di come sia meraviglioso e speciale il dono che ci è stato fatto: la capacità di creare e di prenderci cura delle cose che amiamo. Ho riflettuto sulle mie azioni per sentirmi coerente con la mia vera essenza, che mi porta ad onorare la vita, la giustizia, la libertà ...
Tuttavia, ritengo che questo non sia sufficiente: continuo a lavorare, a sperimentare per conoscere l'immensità di quello che sono, per apprendere la magnificenza della diversità che mi viene donata dalle persone che ho a fianco; le quali mi insegnano a crescere, a relazionarmi, ad affrontare i miei limiti e la mia storia.
Anch’io ho trascorso molto tempo ad alimentare un sistema che ci porta a dire: cosa vuoi fare, è stato sempre così, con la mera rassegnazione di chi dovrà soffrire per divenire cosciente e realizzare il vero potenziale che è racchiuso dentro sé. Dobbiamo renderci conto che non possiamo permettere di far soffrire coloro che verranno dopo, perché saremo noi quella società che dovrà accompagnare la loro crescita. Dobbiamo cercare di investire il nostro tempo per cancellare tutti quegli inutili stereotipi, smettendo di costruire queste mura che non fanno trapelare il calore e la luce del sole. Bisogna impiegare le nostre forze e le capacità nella realizzazione di un giardino che metta a disposizione gli strumenti per la conoscenza dell'anima ed il benessere del corpo. Tutto quello che ci serve è già dentro di noi, basta illuminarlo e risplenderà come un'alba che nasce tra le montagne innevate. Perché utilizziamo il tempo a nostra disposizione continuando a nutrire la rabbia l’egoismo, l’arroganza, l'odio, la rassegnazione, l'insicurezza, l'indifferenza se, guardandoci nel profondo, vediamo che non ci appartengono, ma sono figli di un sistema a noi estraneo? Perché dobbiamo caricarci di un peso che non siamo in grado di gestire e trasmetterlo poi alle generazioni successive?
Cambiare, io me lo ripeto ogni giorno, non è così difficile. Basta essere un pelo coraggiosi, quel tanto che serve per sentirsi coerenti e scrollarsi di dosso ciò che non ci appartiene. Realizzare quest’obiettivo comporta una certa sofferenza, ma permetterà ai nostri figli di essere liberi: liberi dalla mafia e dalla mentalità mafiosa, per poter rinascere e lasciare sepolta quella parta marcia del sistema.

*Membro Our Voice Marche (Italia)

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