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el sadi jamil fff manifestazione

di Gabriele Pappalardo* -
Come possiamo credere in un cambiamento, se partiamo dal presupposto che tutto vada bene così?
Come possiamo agire per un cambiamento, se non ci uniamo ad altri ragazzi che, come noi, combattono per una causa giusta?
Il cambiamento della nostra società passa attraverso il comportamento speculare, contrario a ciò che vediamo attorno a noi. Tutti i ragazzi si drogano, le cose non migliorano: noi non ci droghiamo.
C'è guerra dappertutto, le cose non migliorano: noi ci amiamo.
La mafia domina silenziosamente, le cose non migliorano: noi lo denunciamo.
C'è chi si è speso in nome di questo cambiamento. Uno, è Nino Di Matteo, un magistrato che ha sacrificato la sua vita per cercare di sconfiggere la mafia.
Debellare la mafia non implica un possibile guadagno personale in termini di prestigio di cariche istituzionali, onorifiche ed economiche, dal momento che oggigiorno la mafia convive con la politica e primeggia economicamente. Andare contro di essa vuol dire avere la visione di un cambiamento in meglio, il quale modifica la realtà perché viene a mancare un sistema di potere criminale; vuol dire avere un'idea di giustizia della realtà, invece di tremenda ingiustizia, vedendo le cose come vanno. Il cambiamento è possibile perché ci sono esempi di persone che hanno provato a compierlo.
Il possibile prezzo da pagare è l'idea: tu, a cosa sei disposto a rinunciare per renderti partecipe di questo cambiamento? A cosa sei disposto a rinunciare per difendere questi giusti ideali?
Se la situazione andasse bene così, con tutte le ingiustizie che vediamo, non ci sarebbe bisogno di un cambiamento. Falcone e Borsellino sarebbero morti invano. Le attuali discriminazioni sarebbero da accettare. Il sangue degli innocenti, il sacrificio e l'isolamento di esseri umani giusti sarebbero giustificati.
Se la situazione andasse bene così, non sarebbe nato Our voice.

*Membro gruppo Our Voice Milano (Italia)

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