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impastato peppino pettina
di Elisa Pagano
* -

Un giorno
Un sasso
Una vecchia ferrovia
Tanto tritolo
Un ragazzo,
L'ennesimo che decide di farla finita
Un terrorista, un pazzo megalomane che per un errore di distrazione saltò in aria
O almeno questo, è quello che volevano farci credere.

Peppino non era un ragazzo come tanti! Prese in mano la sua vita e decise di cambiarla.
Decise che non ci stava! Decise di rifiutare tutto questo! Non avrebbe permesso che questa società così marcia e sbagliata si fosse presa le ultime anime che ancora credevano nel cambiamento.

Così all'età di 17 anni, iniziò ad urlare, l'eco di una voce che grida nel deserto.

Loro, loro pensavano di avercela fatta. Pensavano, illusi! Di poterlo fermare. Ma la sua voce iniziò a correre! Per questo deserto di indifferenza, viaggiò da paese a paese di radio in radio, fino a che 41 anni dopo la sentiamo che cammina sulle nostre gambe.

La mafia uccide, il silenzio pure, e allora tutti quelli! Muti e comodi a fare la bella vita! Un giorno magari di primavera, magari non lo so. Si sveglieranno in casa loro, si alzeranni dal letto. Realizzando a malincuore di essere degli assassini, della vita e della giustizia ma haimè; a quel punto, sarà troppo tardi.

Peppino non è morto. E non morirà mai.
Finché la mia voce, la nostra voce non perderà anche l'ultimo respiro.

*Membro gruppo Our Voice Marche (Italia)

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