fumo scuola web. sfw
di Beatrice Boccali -

Figata, anche oggi abbiamo avuto quattro ore buca” senti gridare in una delle mille corriere con una decina di studenti obbligati ad accalcarsi in piedi perché non hanno trovato sistemazione. Si, figata... abbiamo perso 2 mesi di scuola per un progetto fallito di alternanza scuola lavoro. Dovrebbe invogliarci nel creare un impresa ma ci rende solo coscienti di quanto questo sia vicino all’impossibile. Intanto i professori si ammalano e si assentano per il resto dell’anno, il programma deve essere portato a termine che figura ci fa la scuola? E allora viene tagliato e riassunto in ogni modo dal primo supplente disponibile a cui vengono chiesti i miracoli. Poi ci sono gli insegnanti stufi di fare il loro lavoro perché avrebbero dovuto essere in pensione da anni e che quindi decidono di abbandonare a se stessi gli studenti. “Figata 6 politico assicurato”. Vengono eliminate tutte le attività e i viaggi di istruzione perché “in Catalogna stanno succedendo casini non possiamo permetterci di andare a Barcellona”. Perché “in Francia e Inghilterra ci sono stati gli attentati, chi si prende questa responsabilità?”. Perché “ogni attività ruba tempo al programma scolastico, non importa quanto possa essere istruttiva, gli studenti possono farlo per conto loro se sono così interessati.” “Però figata, anche oggi ho avuto quattro ore di supplenza e ho letteralmente buttato via la mia mattinata.” Quattro ore che da qualsiasi altra parte sarebbero state spese meglio ma che saltare per troppe volte vuol dire giocarsi l’anno...

Ah però, per fortuna non insegnano diritto, per fortuna il programma di storia si blocca drasticamente dopo la seconda guerra mondiale e per fortuna che di attualità e di dove sta andando il nostro mondo non ci viene detto nulla. Pensa che brutto essere coscienti di quello che abbiamo intorno, pensa che dramma se in questo modo ci fosse fornita la possibilità di cambiare le cose. “Fortunati i ragazzi che con i prossimi anni perderanno la terza prova e vedranno semplificata la matura. Tutti promossi senza fatica e avanti tutta!” Cosa resta? Chi se la può permettere paga la retta annuale e va nella scuola privata e gli altri non importa... Tanto non troveranno mai lavoro, possono andare all’università o meno non cambierà molto. Uno si convince che perfino il Mc Donald è una aspettativa troppo alta quando gli viene ripetuto ogni giorno che farà il disoccupato. Ma i giovani sono schizzinosi non si mettono in gioco, dovrebbero accettare di fare 3/4 lavori sottopagati solo per pagare tasse e magari un appartamento.

Chi se ne importa se continuano i tagli all’istruzione e se l’Italia ha il primato. Non è di vitale importanza giusto? Infondo c’è la crisi i tagli devono essere fatti da qualche parte. I soldi servono per la produzione di armi e i commerci illeciti, per il calcio o la paga di gente corrotta, cosa vuoi sprecarli per istruzione, cultura e magari anche sanità? Che assurdità. Ma non è vero che allo Stato fa comodo che vada così, ma figuriamoci. Tutte le leggi campate in aria che continuano a rovinare le istituzioni scolastiche sono puramente casuali. Eppure vengono insultate le nuove generazioni, generazioni bruciate le chiamano. Sì, gli viene bruciato il futuro, gli viene bruciata la speranza, gli vengono bruciati i mezzi per reagire e per dire la propria. Perché diciamo la verità, infondo non fa comodo che le cose cambino. Se per caso queste nuove generazioni si mettessero a pensare, se decidessero che sono stufi perché coscienti di ciò che sta succedendo intorno a loro sarebbe la rivoluzione, sarebbe un cambio netto della società. No, meglio se stanno davanti ai cellulari o davanti a una sigaretta o meglio ancora ad una striscia di cocaina. Meglio che si rincoglioniscano e non si impiccino tanto. Sarebbe meglio che le cose restassero come sono, sono d’accordo, ma le cose peggiorano di giorno in giorno e l’indifferenza dilaga. Un indifferenza figlia di ignoranza e superficialità, forse rassegnazione, perché i giovani vogliono il cambiamento, i giovani vogliono la verità, i giovani hanno la curiosità viva di chi ti supplica di imparare. Ma i giovani hanno bisogno che gli venga indicata la via, hanno bisogno di stimoli, hanno bisogno di speranza e di vedere una via di uscita, di scorgere la possibilità di un domani migliore. A tutti i giovani che stanno leggendo allora dico: non è tutto perduto, non è la fine finché non lo decidiamo noi, e noi non dobbiamo mollare per nulla al mondo. Siamo figli del futuro e se lo decidiamo sarà un futuro bellissimo.

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