fawzi al junaidi palestina
di Karim El Sadi
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Nella data di oggi, 27 gennaio, ben 73 anni fa ebbe fine in Europa quello che il mondo intero chiama come il genocidio più grande e cruento mai avvenuto nella storia dell'uomo. Il genocidio degli ebrei, l'Olocausto. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa iniziarono la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz dove, solo qui, morirono all'incirca 70 mila persone (ebrei, zingari, oppositori, e omosessuali). Da 13 anni si ricordano le circa 15 milioni di persone assassinate dalla Germania nazista, dal silenzio e dall'indifferenza di gran parte dell'Europa negli anni della seconda guerra mondiale. E' del 1 novembre 2005 la risoluzione 60/7 che stabilisce, doverosamente, questa giornata come "Giornata della memoria". Ed è proprio di questo che si parla, di memoria. Il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, spesso pronuncia la seguente frase "Bisogna fare memoria". Una frase scontata, sentita e risentita qualcuno potrebbe pensare, ma non è così, fare memoria va al di la' della parola ricordare, o rammentare, fare memoria significa molto di più. Significa dare uno sguardo al passato per capire dove abbiamo sbagliato in modo da non ricommettere gli stessi errori nel presente o nel futuro. Fare memoria significa essere responsabili e premurosi per le attuali e prossime generazioni. Ed è triste rendersi conto come il fare memoria non venga ben interpretato o non valga per tutti quanti. Al giorno d'oggi non servirebbe neanche fare memoria, è sufficiente aprire gli occhi e informarsi per rendersi conto che il genocidio degli ebrei non è il solo e nemmeno l'ultimo genocidio avvenuto nel secolo XX e XXI. Ricordo i massacri di centinaia di migliaia di persone in Cambogia, Indonesia, India, Giappone, Cina, Ruanda e in tanti altri paesi. Massacri nei quali le mani dell'occidente non erano affatto immacolate. Libri, inchieste, e archivi dei nostri governi parlano di dittatori fantocci, ribelli mercenari, leader corrotti e tante altre storie simili che puntano, nella maggioranza dei casi, il dito proprio contro chi si professava difensore e garante di pace e cioè noi occidentali. Mi vengono in mente due paesi in particolare, la Francia e l'Inghilterra, che se da un lato sono in prima linea contro l'antisemitismo e in favore di giornate del ricordo della Shoah, dall'altro sono state per anni (e lo sono ancora oggi) le fautrici e finanziatrici di guerre civili, massacri e insurrezioni in zone, guardacaso molto importanti, energicamente e strategicamente parlando, come l'Africa e l'Indocina che hanno causato morte, fame e povertà. Di queste vicende e di questi genocidi il mondo ne è pieno ma non sempre se ne parla nei vari organi di informazione. In particolare di uno penso sia doveroso discutere ed ho un grande punto interrogativo a riguardo. Proprio perchè riguarda coloro che nel secolo scorso sono stati perseguitati e assassinati in massa come bestie, gli ebrei. Mi riferisco al conflitto Israelo-palestinese. Al giorno d'oggi in Palestina avviene un progetto di occupazione e di Apartheid che in oltre 60 anni ha portato alla morte di 70 mila palestinesi proprio dalle mani di coloro che quella morte e quella persecuzione le hanno vissute per decenni e che sanno benissimo di cosa si tratti. Da 70 anni esatti lo stato ebraico di Israele, come si è autoproclamato, si è magicamente trasformato da vittima a carnefice. La domanda è come è possibile? Come è possibile che solo nell'ultima operazione militare nella striscia di Gaza siano morti 2300 palestinesi e di questi 600 bambini per mano delle bombe di Israele? Come è possibile che il 98% dei nuovi prigionieri palestinesi siano minorenni (350 per la precisione)? Come è possibile che chiunque racconti la verità in questa terra difficile venga zittito e additato come antisemita? Come è possibile che israele continui ancora oggi a espandersi rubando la terra dei palestinesi e come è possibile che circa 80 risoluzioni dell'Onu, che hanno condannato le azioni dello "stato occupante" Israele, siano state completamente ignorate?. Le domande sono tante, le risposte poche. Nella giornata di oggi vorrei fare un appello al popolo ebraico di Israele, voi che avete la responsbilità morale di non far riaccadere tutto ciò che vi è accaduto in passato, cosa state facendo per impedirlo?. Nell'entrata di uno degli alloggi ad Auschwitz c'è scritto "chi dimentica la storia è condannato a riviverla", bene Israele sta facendo molto più di dimenticarsi della propria storia, la sta ripetendo.

(In foto Fawzi Al Junaidi, 16 anni palestinese arrestato dall'esercito israeliano lo scorso dicembre)

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