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di Beatrice Boccali* - Video

Cosa c’entrano un libro, una donna misteriosa e crudele, una prostituta e due immigrati? Apparentemente niente…

Eppure, guardando con maggiore attenzione, si può riconoscere la trama della nostra ultima presentazione artistica a Lugano, in Svizzera, il 19 Ottobre: “Voglio vivere”.

"Al mondo esistono tante storie, alcune le hanno già raccontate e altre invece sono ancora da raccontare.

[...]

Se sono qui oggi è proprio per raccontarvi una storia."

In scena una narratrice che legge di libertà, la vera protagonista, e di come l’uomo sia incapace di tenersela vicina. Di questa grave mancanza se n’è accorto anche qualcun altro, una donna vestita di rosso, che porta in mano bende dello stesso colore.

Alcuni personaggi sono seduti vicino alla ragazza che sta leggendo, sembrano non potersi muovere e non reagire nemmeno quando la donna misteriosa li benda, li lega e imbavaglia, quando li limita nella loro libertà incontrollata.

Così comincia la storia.

Attraverso ogni scena i personaggi si scioglieranno dai loro legami raccontando a loro volta alcune delle atrocità che sono costretti a vivere ogni giorno in una società che della libertà non conosce nulla. Solo la narratrice descrive fedelmente questo valore ed ad ogni scena istiga i personaggi a riabbracciarlo.

“Se volevano riconquistarla. Dovevano urlare. Dovevano combattere per averla. Non importava quanto fosse difficile, quanto le circostanze fossero per loro impedimenti. Dovevano gridare, strapparsi i bavagli, altrimenti sarebbero morti indifferenti.”

Due fratelli immigrati che ballano su una barca, in mezzo al mare, il grido soffocato di una bambina verso il fratello morto e a un mondo che gli ha rubato ogni sogno; una prostituta che racconta la sua storia di violazioni e ci fa entrare nella sua fragile intimità e sofferenza; un canto che vuole essere inno alla natura sulle note di “The Seed” di Aurora. Queste le scene centrali e i personaggi che le caratterizzano.

Alla fine un ultimo conflitto, alcune domande rimangono aperte: l’umanità si è liberata sul serio dalle catene? Il potere che ha la donna vestita di rosso su di loro è ancora troppo forte?

L’uomo è nel limbo, incapace di decidere definitivamente da che parte stare, incapace di abbandonare tutte le insicurezze e le paure a cui si aggrappa. Arriverà un momento in cui la storia che si ripete ogni giorno finirà e l’umanità dovrà trovare il coraggio di scegliere, il coraggio di vivere.

 *Coordinatrice gruppo Our Voice Friuli-Venezia Giulia (Italia)

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