Di Eya Djelassi

Attivista e icona della lotta per la liberazione degli afroamericani, Rosa Parks, all’anagrafe Rosa Louise McCauley, nacque il 4 febbraio 1913 a Tuskegee, una piccola realtà poco distante da Montgomery, in Alabama.
Crebbe in un contesto famigliare particolarmente attento e attivo alla battaglia per i diritti civili della comunità nera negli Stati Uniti d'America, in quanto i genitori James Parks e Leona McCauley furono membri della Chiesa Metodista Episcopale Africana. Quest'ultima fu un’organizzazione di spicco nelle proteste contro la segregazione razziale e le stringenti normi razziali: nel 1900, ad esempio, i pastori neri sollecitarono le proprie assemblee locali a boicottare il sistema tramviario della città per protestare contro la segregazione a bordo dei mezzi pubblici.
Ecco che quindi Rosa Parks fu sin dalla tenera età sensibile alle tematiche riguardanti il razzismo sistematico di quei tempi. I nonni furono ex schiavi e forti sostenitori dell'uguaglianza razziale.
La stessa raccontò che il nonno restava spesso costantemente in piedi dinanzi alla porta di casa con un fucile carico durante le parate in strada dei membri del KKK, per proteggere la famiglia da possibili assalti. A riguardo aggiunse: “parlavamo del fatto che se gli uomini del Klan avessero minacciato di fare irruzione in casa nostra, saremmo andati a letto vestiti per essere pronti a scappare fuori in caso di pericolo”.
Nonostante le umili condizioni di vita della famiglia, Rosa ebbe l'occasione di avere una formazione scolastica frequentando le scuole segregate. Questo le permise, in giovane età, di insegnare a leggere e scrivere alla madre.
Certamente anche nel contesto scolastico ebbe a che fare con le notevoli differenze di trattamento che il sistema razziale riservava ai ragazzi neri rispetto ai propri coetanei; nelle scuole segregate spesso e volentieri mancava il materiale scolastico di base, non veniva garantito il servizio di trasporto e gli edifici non furono mai ristrutturati né messi in sicurezza.
All'età di 11 anni, iniziò a frequentare una scuola di laboratorio per l'istruzione secondaria guidata dall'Alabama State Teachers College for Negroes, ma nel 1929 la dovette abbandonare per aiutare la madre ad occuparsi della nonna malata.
A soli 19 anni, nel 1932, Rosa Parks conobbe il barbiere Raymond Parks, attivista nel movimento per i diritti civili degli afroamericani, con il quale si sposò e condusse le proprie istanze di disubbidienza.
Tra le numerose cause abbracciate, di fondamentale rilevanza fu quella degli Scottsboro Boys, un gruppo di nove ragazzi di colore tra i 13 e i 19 anni, che dopo una rissa su un treno furono arrestati con l'accusa, ingiusta e infondata, di aver usato violenza su due ragazze bianche. In questa occasione non mancò il sostegno della Parks che si mostrò attiva emotivamente e concretamente, partecipando e organizzando diverse iniziative a favore della loro liberazione.
Nel 1943 il suo attivismo assunse ancor più rilievo con la propria adesione al Movimento per i diritti civili, venendo nominata poco dopo come segretaria della sezione locale di Montgomery della National Association for the Advancement of Colored People: NAACP, e proprio grazie a questo ruolo ebbe l'occasione di conoscere e collaborare con il pastore protestante  Martin Luther King, all'epoca un giovane sconosciuto ai più alle prese con il suo primo impiego, presso la chiesa battista di Dexter Avenue di Montgomery, destinato poi a divenire uno dei leader più celebri nella storia del movimento per i diritti degli afroamericani.
Agli inizi degli anni '50, Rosa Parks iniziò a seguire la Highlander Folk School, un centro educativo per i diritti dei lavoratori e l’uguaglianza razziale ed iniziò ad interessarsi sempre più alle condizioni delle persone razzializzate nelle carceri americane.
Ma fu la sera del 1° dicembre del 1955 a rivoluzionare e stravolgere in primis la vita di Rosa e poi quella di tutti gli afroamericani.
Tornando a casa da lavoro, così come era solito accadere, Rosa Parks prese un autobus a Montgomery. Le leggi segregazioniste dell'epoca stabilivano che su tali bus vi fossero dei posti riservati ai bianchi, quelli anteriori, e dei posti, quelli posteriori, riservati ai neri.
Vedendo che fossero tutti occupati, decise di sedersi in un sedile libero dell'area di "transizione" ovvero una serie di posti comuni riservati sia ai bianchi che ai neri.
Dopo qualche fermata sul bus salì un uomo bianco al quale, secondo quella che era la legge in vigore in quegli anni, la Parks avrebbe dovuto cedere il suo posto sul bus.
La donna non si alzò e non lasciò il posto all'uomo bianco nonostante le intimidazioni dell’autista di chiamare le Forze dell'Ordine.
Alla fine, Rosa Parks venne arrestata e accusata di "condotta impropria" ma la sera stessa venne liberata su cauzione pagata da un noto avvocato bianco antirazzista del posto.
Il gesto di disubbidienza scatenò una straordinaria mobilitazione di boicottaggio dei mezzi pubblici da parte della Comunità nera di Montgomery che arrivò a distruggere la rete dei trasporti pubblici locali poiché questi venivano utilizzati soprattutto dai neri.
Con la società di transito e le imprese del centro città in sofferenza per le perdite finanziarie e il sistema giudiziario che si pronunciò contro di loro, la città di Montgomery non ebbe altra scelta se non revocare l’applicazione della segregazione sugli autobus pubblici e il boicottaggio terminò ufficialmente il 20 dicembre 1956.
Il processo che coinvolse la Parks nel 1956 arrivò alla Corte Suprema la quale si pronunciò decretando incostituzionali le leggi sulla segregazione razziale dei neri sui pullman dell’Alabama.
L'iniziativa di boicottaggio dei mezzi di trasposto, che durò più di un anno, coinvolse le diverse realtà del Paese e numerosissime figure di spicco del movimento di lotta per la liberazione dei neri dalla segregazione, protestarono scendendo in piazza per mostrare solidarietà a Rosa Parks e ad esaltare il suo rivoluzionario gesto.
La combinazione di un'azione legale e l'inesorabile determinazione della comunità afroamericana, ha reso il boicottaggio degli autobus Montgomery uno dei più grandi e riusciti movimenti di massa contro le discriminazioni di Stato nella storia.
Nonostante fosse diventata un simbolo del movimento per i diritti civili, il periodo successivo al suo arresto e al boicottaggio, la Parks ebbe difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro.
A causa delle minacce ricevute e l’impossibilità di trovare lavoro, la coppia alla fine lasciò Montgomery e si trasferì a Detroit, nel Michigan, mantenendo comunque una certa attenzione per le lotte della comunità nera della città di origine.
Lì, Rosa Parks si creò una nuova vita, lavorando come segretaria e receptionist presso l'ufficio congressuale del politico John Conyer. Fece parte del consiglio della Planned Parenthood Federation of America.
Nel 1987, con l'amica di lunga data Elaine Eason Steele, Parks fondò il Parks and Raymond Parks Institute for Self-Development, una realtà associativa volta a organizzare tour in autobus "Pathways to Freedom", presentando ai giovani importanti siti per i diritti civili e le ferrovie sotterranee in tutto il paese.
La storia di Rosa Parks ha rappresentato perfettamente l'idea di cosa significasse essere un’attivista, di cosa significasse lottare e credere nella difesa dei diritti civili: ancora oggi, al suo nome, si ricollega il concetto di boicottaggio sano e giusto, per il quale vale la pena anche sacrificare la propria libertà.

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