Anpi di Roma: “Intollerabile che il 7 gennaio si continuino a fare parate fasciste”

di Alessia Cavallotto

Anche in questo 2022 si è celebrata la cerimonia in commemorazione dei tre esponenti del Fronte della gioventù uccisi il 7 gennaio 1978 a Roma, in quella che viene ricordata come la “Strage di Acca Larentia”. I giovani militanti di estrema destra Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni persero la vita in via Acca Larentia, e proprio in questo luogo, nel quartiere dell’Appio Tuscolano, come accade annualmente, centinaia di individui si sono riuniti per ricordare le vittime. Questo ritrovo però, come spesso accade, si è ben presto trasformato in una sorta di “parata fascista” (definita così da Fabrizio De Sanctis, presidente dell’Anpi provinciale di Roma), nella quale a prevalere sono state la promozione del fascismo e la pratica del saluto romano. Verso le ore 18:00, infatti, si sono elevate le braccia tese dei partecipanti, schierati in file, come risposta al grido “camerati”, effettuato ripetutamente. Come ogni anno, dunque, sono state aperte numerose polemiche in merito allo svolgimento di tale manifestazione: l’Anpi, in primis, aveva proposto di annullare il raduno. In effetti, il componente della segreteria nazionale e presidente dell’Anpi di Roma De Sanctis, all’Adnkronos aveva sottolineato che il vero problema non consiste nella commemorazione della tragicità dei fatti avvenuti nel gennaio 1978, bensì nel mutamento del corteo organizzato in una parata volta ad incentivare il fascismo e le sue ideologie”. 

Il Comitato provinciale dell’Anpi di Roma, la sezione Anpi di San Lorenzo e le sezioni Anpi del VII Municipio, inoltre, si sono soffermate sulle molteplici manifestazioni che hanno avuto luogo a partire dal ricordo della strage, e che si sono svolte nei pressi di Acca Larentia, ma in luoghi che non interessano gli eventi da commemorare; ad esempio, il corteo allestito in piazza Santa Maria Ausiliatrice. Gli enti sopracitati, in vista di ciò, hanno chiesto con forza “il divieto di ogni manifestazione o raduno fascista, che oltre ad essere intollerabili atti di sedizione anticostituzionale, mettono a repentaglio la sicurezza della cittadinanza dal punto di vista dell’ordine pubblico”. L’Associazione Nazionale dei Partigiani romana ha definito quella dei manifestanti “un’azione di sovversione violenta e di atti squadristici per alcuni dei quali sono aperti processi in varie sedi giudiziarie italiane”. Essa si è poi rivolta alle Istituzioni chiedendo “la piena osservanza dei principi Costituzionali e delle leggi della Repubblica affinché le manifestazioni fasciste preannunciate siano vietate e qualora tenute ugualmente, i responsabili puniti a norma di legge”. 

La richiesta di procedere con il consueto svolgimento dell’evento celebrativo è partita dalla Lega: il capogruppo Emanuele Licopodio l’avrebbe presentata al Presidente del Consiglio del Municipio VI Antonio Villino il 21 dicembre 2021. Egli stesso ha ammesso: “L’iniziativa è stata organizzata da me, consigliere democraticamente eletto da 600 preferenze. Ho invitato tutti i cittadini a partecipare, i consiglieri di maggioranza e opposizione. Si tratta di polemiche strumentali da parte dei soliti noti perché si ricorderanno tutte le vittime degli anni di piombo, saranno ospitate le loro famiglie, per noi non ci sono morti di serie A e serie B.” Le azioni della Lega, tuttavia, sono state rese note solo in seguito alla pubblicizzazione sulla piattaforma Facebook dell’evento da parte del movimento politico fascista di ispirazione cattolica (definito così dagli stessi membri del gruppo) “Azione Frontale”. L’operazione di un’organizzazione di stampo fascista all’interno di un luogo istituzionale ha sollevato molteplici polemiche e indignato diversi enti. Lo sdegno ha interessato in primo luogo le opposizioni del Sesto Municipio e del Campidoglio: le parole che in questo luogo sono state pronunciate dai membri di diversi partiti politici sono accomunate da una chiara opposizione nei confronti di un movimento apertamente fascista e mirano ad un allontanamento da esso. 

Ad oggi, è inammissibile pensare di dover tollerare ancora raduni all’interno dei quali la Costituzione e i suoi principi fondamentali vengono violati, insieme alla memoria dei martiri del fascismo e delle sue atrocità. Questi fatti costituiscono reato per apologia del fascismo, i funzionari politici che rappresentano il popolo italiano dovrebbero condannare ogni attività di matrice fascista e ogni movimento che si ispira a tale corrente per rispetto nei confronti della storia e delle sue vittime. Gli stessi cittadini italiani godono di certi diritti e hanno la possibilità di esercitare la propria libertà anche grazie a chi si è sacrificato durante l’epoca buia della dittatura fascista, proprio per questo motivo, il popolo italico dovrebbe lottare per debellare ogni forma di fascismo che ancora persiste nella penisola italiana.

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Anpi di Roma: “Intollerabile che il 7 gennaio si continuino a fare parate fasciste”

di Alessia Cavallotto

Anche in questo 2022 si è celebrata la cerimonia in commemorazione dei tre esponenti del Fronte della gioventù uccisi il 7 gennaio 1978 a Roma, in quella che viene ricordata come la “Strage di Acca Larentia”. I giovani militanti di estrema destra Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni persero la vita in via Acca Larentia, e proprio in questo luogo, nel quartiere dell’Appio Tuscolano, come accade annualmente, centinaia di individui si sono riuniti per ricordare le vittime. Questo ritrovo però, come spesso accade, si è ben presto trasformato in una sorta di “parata fascista” (definita così da Fabrizio De Sanctis, presidente dell’Anpi provinciale di Roma), nella quale a prevalere sono state la promozione del fascismo e la pratica del saluto romano. Verso le ore 18:00, infatti, si sono elevate le braccia tese dei partecipanti, schierati in file, come risposta al grido “camerati”, effettuato ripetutamente. Come ogni anno, dunque, sono state aperte numerose polemiche in merito allo svolgimento di tale manifestazione: l’Anpi, in primis, aveva proposto di annullare il raduno. In effetti, il componente della segreteria nazionale e presidente dell’Anpi di Roma De Sanctis, all’Adnkronos aveva sottolineato che il vero problema non consiste nella commemorazione della tragicità dei fatti avvenuti nel gennaio 1978, bensì nel mutamento del corteo organizzato in una parata volta ad incentivare il fascismo e le sue ideologie”. 

Il Comitato provinciale dell’Anpi di Roma, la sezione Anpi di San Lorenzo e le sezioni Anpi del VII Municipio, inoltre, si sono soffermate sulle molteplici manifestazioni che hanno avuto luogo a partire dal ricordo della strage, e che si sono svolte nei pressi di Acca Larentia, ma in luoghi che non interessano gli eventi da commemorare; ad esempio, il corteo allestito in piazza Santa Maria Ausiliatrice. Gli enti sopracitati, in vista di ciò, hanno chiesto con forza “il divieto di ogni manifestazione o raduno fascista, che oltre ad essere intollerabili atti di sedizione anticostituzionale, mettono a repentaglio la sicurezza della cittadinanza dal punto di vista dell’ordine pubblico”. L’Associazione Nazionale dei Partigiani romana ha definito quella dei manifestanti “un’azione di sovversione violenta e di atti squadristici per alcuni dei quali sono aperti processi in varie sedi giudiziarie italiane”. Essa si è poi rivolta alle Istituzioni chiedendo “la piena osservanza dei principi Costituzionali e delle leggi della Repubblica affinché le manifestazioni fasciste preannunciate siano vietate e qualora tenute ugualmente, i responsabili puniti a norma di legge”. 

La richiesta di procedere con il consueto svolgimento dell’evento celebrativo è partita dalla Lega: il capogruppo Emanuele Licopodio l’avrebbe presentata al Presidente del Consiglio del Municipio VI Antonio Villino il 21 dicembre 2021. Egli stesso ha ammesso: “L’iniziativa è stata organizzata da me, consigliere democraticamente eletto da 600 preferenze. Ho invitato tutti i cittadini a partecipare, i consiglieri di maggioranza e opposizione. Si tratta di polemiche strumentali da parte dei soliti noti perché si ricorderanno tutte le vittime degli anni di piombo, saranno ospitate le loro famiglie, per noi non ci sono morti di serie A e serie B.” Le azioni della Lega, tuttavia, sono state rese note solo in seguito alla pubblicizzazione sulla piattaforma Facebook dell’evento da parte del movimento politico fascista di ispirazione cattolica (definito così dagli stessi membri del gruppo) “Azione Frontale”. L’operazione di un’organizzazione di stampo fascista all’interno di un luogo istituzionale ha sollevato molteplici polemiche e indignato diversi enti. Lo sdegno ha interessato in primo luogo le opposizioni del Sesto Municipio e del Campidoglio: le parole che in questo luogo sono state pronunciate dai membri di diversi partiti politici sono accomunate da una chiara opposizione nei confronti di un movimento apertamente fascista e mirano ad un allontanamento da esso. 

Ad oggi, è inammissibile pensare di dover tollerare ancora raduni all’interno dei quali la Costituzione e i suoi principi fondamentali vengono violati, insieme alla memoria dei martiri del fascismo e delle sue atrocità. Questi fatti costituiscono reato per apologia del fascismo, i funzionari politici che rappresentano il popolo italiano dovrebbero condannare ogni attività di matrice fascista e ogni movimento che si ispira a tale corrente per rispetto nei confronti della storia e delle sue vittime. Gli stessi cittadini italiani godono di certi diritti e hanno la possibilità di esercitare la propria libertà anche grazie a chi si è sacrificato durante l’epoca buia della dittatura fascista, proprio per questo motivo, il popolo italico dovrebbe lottare per debellare ogni forma di fascismo che ancora persiste nella penisola italiana.

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