Di Alessia Cavallotto e Martina Salvati

Tutti i cittadini italiani il 27 gennaio, Giorno della Memoria, rimembrano coloro che hanno perso ingiustamente la propria vita durante l’Olocausto, tra gli anni ‘30 e ‘40 del 1900, nell’ambito della dittatura nazista. Una giornata di ricordo, fondamentale, ma anche, purtroppo, di ipocrite passarelle politiche e di falsi commenti e show mediatici.
Oggi, milioni di italiani esternano la propria solidarietà nei confronti di chiunque abbia subito le atrocità dei campi di concentramento e svolgono attività che permettono di ricordare la grande tragedia e di mostrare questa cruda realtà alle nuove generazioni, infondendo loro un insieme di valori etici e morali precisi. Anche i politici italiani seguono questa tendenza, attraverso la pronuncia di discorsi articolati volti a promuovere la cessazione della violenza, o tramite la pubblicazione di post strappalacrime su una piattaforma social, come Facebook o Instagram.
Tali opere apparentemente onorevoli, tuttavia, non sono altro che una pratica concreta dell’ipocrisia che pervade l’intera penisola italiana, e che dilaga nelle istituzioni, nei movimenti politici e all’interno di tutto lo Stato.

giornata memoria 2022 2

Il “bel Paese”, abile a nascondere la propria corruzione mediante una maschera cortese e solidale, mentre prega per i martiri del nazismo, sta ignorando il crescente sviluppo di organizzazioni di ispirazione neofascista attive oggi sul territorio italiano. Le attività di questi enti gravano sul Paese da diversi anni: già nel 2018, ventitré associazioni di natura democratica fecero un appello, intitolato “Mai più fascismi” per richiamare l’attenzione delle istituzioni al fine di fornire loro un senso di responsabilità che conduca allo scioglimento di questi patiti, che di fatto violano la dodicesima Disposizione della Costituzione, che recita: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Nello stesso anno il Parlamento europeo ha approvato una deliberazione per contrastare la violenza neofascista in Europa, su iniziativa della deputata Eleonora Forenza, del movimento Sinistra Unitaria Europa. Tale risoluzione consisteva in un elenco di trentadue punti, che si sarebbero dovuti concretizzare sotto forma di provvedimenti da ogni Paese dell’Ue; l’impegno preso però, non è mai stato rispettato. La minaccia degli organi di matrice fascista che si muovono nell’ambito della politica italiana non è stata in alcun modo presa in considerazione, ma sembra essere appoggiata da diversi politici, ad esempio il leader della Lega Matteo Salvini, il cui incontro a cena con il gotha di CasaPound è stato immortalato in una fotografia.
I più noti gruppi che manifestano una tendenza verso gli ideali del fascismo, in Italia, sono tre.
Primo fra tutti “Forza Nuova”, guidato da Roberto Fiore e Giuliano Castellino, che si localizza al centro della realtà della destra neofascista italiana, e attualmente protagonista di un ampio dibattito politico, sorto in seguito all’attacco mosso dai membri dell’organismo contro la sede Nazionale della Cgil di Roma il 9 ottobre 2021. In vista di tali circostanze, è stato richiesto in molteplici occasioni lo scioglimento del partito di ultradestra, ma anche in questo caso, non vi è stato fornito riscontro.
Un altro gruppo, forte e numeroso, che condivide gli ideali di estrema destra è “CasaPound” che segue il modello storico del fascismo rivoluzionario del 1919. Questa organizzazione è attiva sia dal punto di vista politico che sociale e culturale, per questo motivo gode di una certa popolarità, soprattutto tra le associazioni giovanili come il Blocco studentesco. Infine, “Lealtà Azione” agisce in particolare a Milano e in Brianza, e consiste nella porzione italiana del movimento suprematista bianco “Hammerskin”.
Lealtà Azione, così come Forza Nuova e CasaPound, intrattiene degli stretti rapporti di alleanza con membri di partiti politici della destra italiana come la Lega o Fratelli d’Italia. Al di là dei grandi organismi, sono diffusi lungo l’intero territorio italiano, numerosissimi enti di matrice neofascista di dimensione ridotta, che spesso restringono i propri movimenti ad una zona limitata.
L’indifferenza che lo Stato italiano sta dimostrando per quanto concerne tale questione rappresenta l’elevato livello di corruzione persistente in un Paese la cui storia è macchiata dal sangue di chi si è sacrificato per combattere la violenza e l’odio fascista; in un Paese che basa i principi della propria Costituzione sulla lotta contro questa ideologia e che dovrebbe impegnarsi al fine di contrastare la nascita e il progresso di movimenti che inneggiano a essa.

giornata memoria 2022 3

La falsità italiana, però, non è circoscritta entro i limiti della propria area.
In effetti, numerosi politici stanno appoggiando, con il silenzio o con dichiarazioni di sostegno, la pulizia etnica di varie popolazioni, come quella palestinese, da parte di Israele. A carico di quest’ultimo, in Palestina, è in corso un vero e proprio sterminio, che nell’ultimo anno ha prodotto più di 342 morti, di cui 86 bambini. Gli israeliani che occupano la terra dei palestinesi e sottopongono il popolo nativo a continue violenze e saccheggi, ricevono al momento un grande supporto economico-finanziario da parte dell’Italia, con cui hanno stipulato accordi militari e commerciali di notevole importanza.
Dallo scoppio dell'ultima offensiva nella Striscia di Gaza, gli italiani hanno espresso diverse opinioni contrastanti in merito alla questione.
Mario Draghi, Presidente del Consiglio, non ha precisato la propria posizione a riguardo, a differenza di molteplici partiti che compongono il Governo, che si sono schierati al fianco dei sionisti. Probabilmente alla base di tale presa di posizione vi sono gli accordi commerciali ed economici, fondamenta del rapporto tra il nostro Paese e il regime sionista. Nel 2018, infatti, il leghista Matteo Salvini si è recato nel territorio israeliano per trattare la questione della realizzazione di un possibile gasdotto, l’”EastMed, che da Israele sarebbe arrivato al Sud dello Stivale.
Nel medesimo periodo (come riportato dalla Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento) l’Italia ha venduto armi a Israele per un prezzo di 18,1 milioni di euro.
Mentre nel 2019 il Ministero della Difesa israeliano e la controparte italiana hanno sottoscritto un accordo che determina l’approvvigionamento di sette elicotteri di addestramento militare, prodotti dall’azienda “Leonardo”, per le forze aeree israeliane. Il valore del contratto pattuito è di 350 milioni di dollari, e rientra nel quadro del patto di cooperazione militare siglato tra i Paesi nel 2003.
Infine, secondo “Info Mercati Esteri”, nel 2020 il nostro Stato ha esportato in quello israeliano merci per un totale di 2,5 miliardi.
Le brutalità commesse da alcune comunità a discapito di altre, tuttavia, non si arrestano ai confini della Palestina. In Libia, ad esempio, i migranti convinti di poter partire per l'Europa nella speranza di andare incontro a una vita più dignitosa, al contrario vengono rinchiusi nei centri di detenzione ufficiali, gestiti dal dipartimento per combattere l'immigrazione illegale.  Questi uomini sono raggruppati entro veri e propri lager e sottoposti a violenze fisiche e psicologiche, torture e abusi intollerabili: una chiara violazione dei diritti umani sanciti dall'ONU.
Mentre questo incubo avviene sotto gli occhi di tutti, entra nuovamente in gioco l'Italia. Lo Stato italiano, infatti, nel 2017 ha firmato patti con la Libia, convenzioni che il nostro presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha rinnovato per il contenimento di migranti.
Dunque, l'Unione Europea da ormai cinque anni finanzia la guardia costiera libica per impedire gli sbarchi, causando così numerosi morti.

giornata memoria 2022 4

 È davvero scorretto pensare di poter celebrare la Giornata della Memoria, quando in Italia e nel resto del mondo si sta ancora assistendo a tali atrocità. Oggi, come accadde settantasette anni fa, milioni di persone sono private della propria libertà per motivi politici, etnici e religiosi.
Anche in Cina, così come in Libia, sono edificati campi di concentramento, chiamati “Laogai”, nei quali stanziano le cosiddette "minoranze etniche" come mongoli, tibetani, uiguri. Milioni di uomini e donne lavorano per più di 18 ore al giorno e al solo pensiero di rallentare il ritmo vengono immediatamente puniti attraverso torture fisiche, come l'espianto di organi su persone vive, l'iponutrizione, frequenti scariche elettriche e tante altre pratiche di sofferenza. L’importanza economica dei laogai per il regime cinese è fondamentale per conquistare i mercati stranieri e non solo: ancora una volta il denaro viene posto dinnanzi la vita dell’uomo.
Anche in Corea del Nord sono stati imprigionati migliaia donne, uomini, bambini e anziani per la sola “colpa” di appartenere a famiglie ritenute colpevoli di dissenso politico. Le donne sono vittime di stupri continui e finiscono per essere uccise. Inoltre, sono presenti campi di detenzione anche in Turchia: qui sono imprigionati quasi quattro milioni di rifugiati siriani. Questo avviene a causa dell'Unione Europea, che ha sancito un accordo con il presidente della Turchia Erdogan, offrendogli circa sei miliardi di dollari l'anno, nonché il permesso di libera circolazione dei turchi in Italia.
Anche nel nostro Paese più di quarantacinque milioni di migranti sono detenuti, ormai da troppo tempo, all’interno dei cosiddetti “centri di permanenza per i rimpatri”, che prendono i nomi di Cpr e Cie, e consistono in veri e propri campi di reclusione.
Al fine di verificare l'identità degli stranieri in Italia trascorrono circa sette mesi, un arco di tempo inaccettabile, che è il risultato di una mancata riforma dei decreti di sicurezza.
Il 27 gennaio è una giornata particolarmente significativa, destinata al ricordo di tutti coloro che sono state vittime della furia nazifascista. Durante questa commemorazione però, l’uomo non può, e non deve, limitarsi a riflettere sul passato, evitando di agire allo scopo di garantire alle nuove generazioni un futuro ambientato in una realtà diversa da quella dell’Olocausto.
Oggi, è nostro dovere ricordare anche tutti coloro che nel mondo si sono svegliati in condizioni disumane a causa di individui subdoli, egoisti e violenti, e compiere ogni tipo di azione, seppur minima, che possa contrastare questa triste verità. Dobbiamo chiederci come sia possibile rimanere impassibili di fronte a chiari genocidi? Il nostro obiettivo è una vita condotta in un mondo dignitoso; perciò, è fondamentale il nostro impegno per denunciare tutte queste tragiche situazioni: non bisogna tirarsi indietro, né spostare lo sguardo altrove perché ci fa più comodo.
Le Istituzioni devono agire concretamente al fine di sensibilizzare, soprattutto, i giovani, che rappresentano il futuro del Paese. Meritiamo una società che offra pari opportunità a tutti gli individui, discrimini e non perseguiti le persone considerate “diverse” o “sbagliate” per il colore della propria pelle, la religione professata o l'orientamento sessuale.
L’Olocausto ha rappresentato la conseguenza dei pregiudizi, del razzismo, degli stereotipi che, purtroppo, sono caratteri difficili da estirpare se costituiscono le fondamenta di intere comunità.
Il Giorno della Memoria è oggi, lo sarà domani e per sempre, se nessuno troverà il coraggio di agire per fermare tutto questo orrore.

 

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Di Alessia Cavallotto e Martina Salvati

Tutti i cittadini italiani il 27 gennaio, Giorno della Memoria, rimembrano coloro che hanno perso ingiustamente la propria vita durante l’Olocausto, tra gli anni ‘30 e ‘40 del 1900, nell’ambito della dittatura nazista. Una giornata di ricordo, fondamentale, ma anche, purtroppo, di ipocrite passarelle politiche e di falsi commenti e show mediatici.
Oggi, milioni di italiani esternano la propria solidarietà nei confronti di chiunque abbia subito le atrocità dei campi di concentramento e svolgono attività che permettono di ricordare la grande tragedia e di mostrare questa cruda realtà alle nuove generazioni, infondendo loro un insieme di valori etici e morali precisi. Anche i politici italiani seguono questa tendenza, attraverso la pronuncia di discorsi articolati volti a promuovere la cessazione della violenza, o tramite la pubblicazione di post strappalacrime su una piattaforma social, come Facebook o Instagram.
Tali opere apparentemente onorevoli, tuttavia, non sono altro che una pratica concreta dell’ipocrisia che pervade l’intera penisola italiana, e che dilaga nelle istituzioni, nei movimenti politici e all’interno di tutto lo Stato.

giornata memoria 2022 2

Il “bel Paese”, abile a nascondere la propria corruzione mediante una maschera cortese e solidale, mentre prega per i martiri del nazismo, sta ignorando il crescente sviluppo di organizzazioni di ispirazione neofascista attive oggi sul territorio italiano. Le attività di questi enti gravano sul Paese da diversi anni: già nel 2018, ventitré associazioni di natura democratica fecero un appello, intitolato “Mai più fascismi” per richiamare l’attenzione delle istituzioni al fine di fornire loro un senso di responsabilità che conduca allo scioglimento di questi patiti, che di fatto violano la dodicesima Disposizione della Costituzione, che recita: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Nello stesso anno il Parlamento europeo ha approvato una deliberazione per contrastare la violenza neofascista in Europa, su iniziativa della deputata Eleonora Forenza, del movimento Sinistra Unitaria Europa. Tale risoluzione consisteva in un elenco di trentadue punti, che si sarebbero dovuti concretizzare sotto forma di provvedimenti da ogni Paese dell’Ue; l’impegno preso però, non è mai stato rispettato. La minaccia degli organi di matrice fascista che si muovono nell’ambito della politica italiana non è stata in alcun modo presa in considerazione, ma sembra essere appoggiata da diversi politici, ad esempio il leader della Lega Matteo Salvini, il cui incontro a cena con il gotha di CasaPound è stato immortalato in una fotografia.
I più noti gruppi che manifestano una tendenza verso gli ideali del fascismo, in Italia, sono tre.
Primo fra tutti “Forza Nuova”, guidato da Roberto Fiore e Giuliano Castellino, che si localizza al centro della realtà della destra neofascista italiana, e attualmente protagonista di un ampio dibattito politico, sorto in seguito all’attacco mosso dai membri dell’organismo contro la sede Nazionale della Cgil di Roma il 9 ottobre 2021. In vista di tali circostanze, è stato richiesto in molteplici occasioni lo scioglimento del partito di ultradestra, ma anche in questo caso, non vi è stato fornito riscontro.
Un altro gruppo, forte e numeroso, che condivide gli ideali di estrema destra è “CasaPound” che segue il modello storico del fascismo rivoluzionario del 1919. Questa organizzazione è attiva sia dal punto di vista politico che sociale e culturale, per questo motivo gode di una certa popolarità, soprattutto tra le associazioni giovanili come il Blocco studentesco. Infine, “Lealtà Azione” agisce in particolare a Milano e in Brianza, e consiste nella porzione italiana del movimento suprematista bianco “Hammerskin”.
Lealtà Azione, così come Forza Nuova e CasaPound, intrattiene degli stretti rapporti di alleanza con membri di partiti politici della destra italiana come la Lega o Fratelli d’Italia. Al di là dei grandi organismi, sono diffusi lungo l’intero territorio italiano, numerosissimi enti di matrice neofascista di dimensione ridotta, che spesso restringono i propri movimenti ad una zona limitata.
L’indifferenza che lo Stato italiano sta dimostrando per quanto concerne tale questione rappresenta l’elevato livello di corruzione persistente in un Paese la cui storia è macchiata dal sangue di chi si è sacrificato per combattere la violenza e l’odio fascista; in un Paese che basa i principi della propria Costituzione sulla lotta contro questa ideologia e che dovrebbe impegnarsi al fine di contrastare la nascita e il progresso di movimenti che inneggiano a essa.

giornata memoria 2022 3

La falsità italiana, però, non è circoscritta entro i limiti della propria area.
In effetti, numerosi politici stanno appoggiando, con il silenzio o con dichiarazioni di sostegno, la pulizia etnica di varie popolazioni, come quella palestinese, da parte di Israele. A carico di quest’ultimo, in Palestina, è in corso un vero e proprio sterminio, che nell’ultimo anno ha prodotto più di 342 morti, di cui 86 bambini. Gli israeliani che occupano la terra dei palestinesi e sottopongono il popolo nativo a continue violenze e saccheggi, ricevono al momento un grande supporto economico-finanziario da parte dell’Italia, con cui hanno stipulato accordi militari e commerciali di notevole importanza.
Dallo scoppio dell'ultima offensiva nella Striscia di Gaza, gli italiani hanno espresso diverse opinioni contrastanti in merito alla questione.
Mario Draghi, Presidente del Consiglio, non ha precisato la propria posizione a riguardo, a differenza di molteplici partiti che compongono il Governo, che si sono schierati al fianco dei sionisti. Probabilmente alla base di tale presa di posizione vi sono gli accordi commerciali ed economici, fondamenta del rapporto tra il nostro Paese e il regime sionista. Nel 2018, infatti, il leghista Matteo Salvini si è recato nel territorio israeliano per trattare la questione della realizzazione di un possibile gasdotto, l’”EastMed, che da Israele sarebbe arrivato al Sud dello Stivale.
Nel medesimo periodo (come riportato dalla Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento) l’Italia ha venduto armi a Israele per un prezzo di 18,1 milioni di euro.
Mentre nel 2019 il Ministero della Difesa israeliano e la controparte italiana hanno sottoscritto un accordo che determina l’approvvigionamento di sette elicotteri di addestramento militare, prodotti dall’azienda “Leonardo”, per le forze aeree israeliane. Il valore del contratto pattuito è di 350 milioni di dollari, e rientra nel quadro del patto di cooperazione militare siglato tra i Paesi nel 2003.
Infine, secondo “Info Mercati Esteri”, nel 2020 il nostro Stato ha esportato in quello israeliano merci per un totale di 2,5 miliardi.
Le brutalità commesse da alcune comunità a discapito di altre, tuttavia, non si arrestano ai confini della Palestina. In Libia, ad esempio, i migranti convinti di poter partire per l'Europa nella speranza di andare incontro a una vita più dignitosa, al contrario vengono rinchiusi nei centri di detenzione ufficiali, gestiti dal dipartimento per combattere l'immigrazione illegale.  Questi uomini sono raggruppati entro veri e propri lager e sottoposti a violenze fisiche e psicologiche, torture e abusi intollerabili: una chiara violazione dei diritti umani sanciti dall'ONU.
Mentre questo incubo avviene sotto gli occhi di tutti, entra nuovamente in gioco l'Italia. Lo Stato italiano, infatti, nel 2017 ha firmato patti con la Libia, convenzioni che il nostro presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha rinnovato per il contenimento di migranti.
Dunque, l'Unione Europea da ormai cinque anni finanzia la guardia costiera libica per impedire gli sbarchi, causando così numerosi morti.

giornata memoria 2022 4

 È davvero scorretto pensare di poter celebrare la Giornata della Memoria, quando in Italia e nel resto del mondo si sta ancora assistendo a tali atrocità. Oggi, come accadde settantasette anni fa, milioni di persone sono private della propria libertà per motivi politici, etnici e religiosi.
Anche in Cina, così come in Libia, sono edificati campi di concentramento, chiamati “Laogai”, nei quali stanziano le cosiddette "minoranze etniche" come mongoli, tibetani, uiguri. Milioni di uomini e donne lavorano per più di 18 ore al giorno e al solo pensiero di rallentare il ritmo vengono immediatamente puniti attraverso torture fisiche, come l'espianto di organi su persone vive, l'iponutrizione, frequenti scariche elettriche e tante altre pratiche di sofferenza. L’importanza economica dei laogai per il regime cinese è fondamentale per conquistare i mercati stranieri e non solo: ancora una volta il denaro viene posto dinnanzi la vita dell’uomo.
Anche in Corea del Nord sono stati imprigionati migliaia donne, uomini, bambini e anziani per la sola “colpa” di appartenere a famiglie ritenute colpevoli di dissenso politico. Le donne sono vittime di stupri continui e finiscono per essere uccise. Inoltre, sono presenti campi di detenzione anche in Turchia: qui sono imprigionati quasi quattro milioni di rifugiati siriani. Questo avviene a causa dell'Unione Europea, che ha sancito un accordo con il presidente della Turchia Erdogan, offrendogli circa sei miliardi di dollari l'anno, nonché il permesso di libera circolazione dei turchi in Italia.
Anche nel nostro Paese più di quarantacinque milioni di migranti sono detenuti, ormai da troppo tempo, all’interno dei cosiddetti “centri di permanenza per i rimpatri”, che prendono i nomi di Cpr e Cie, e consistono in veri e propri campi di reclusione.
Al fine di verificare l'identità degli stranieri in Italia trascorrono circa sette mesi, un arco di tempo inaccettabile, che è il risultato di una mancata riforma dei decreti di sicurezza.
Il 27 gennaio è una giornata particolarmente significativa, destinata al ricordo di tutti coloro che sono state vittime della furia nazifascista. Durante questa commemorazione però, l’uomo non può, e non deve, limitarsi a riflettere sul passato, evitando di agire allo scopo di garantire alle nuove generazioni un futuro ambientato in una realtà diversa da quella dell’Olocausto.
Oggi, è nostro dovere ricordare anche tutti coloro che nel mondo si sono svegliati in condizioni disumane a causa di individui subdoli, egoisti e violenti, e compiere ogni tipo di azione, seppur minima, che possa contrastare questa triste verità. Dobbiamo chiederci come sia possibile rimanere impassibili di fronte a chiari genocidi? Il nostro obiettivo è una vita condotta in un mondo dignitoso; perciò, è fondamentale il nostro impegno per denunciare tutte queste tragiche situazioni: non bisogna tirarsi indietro, né spostare lo sguardo altrove perché ci fa più comodo.
Le Istituzioni devono agire concretamente al fine di sensibilizzare, soprattutto, i giovani, che rappresentano il futuro del Paese. Meritiamo una società che offra pari opportunità a tutti gli individui, discrimini e non perseguiti le persone considerate “diverse” o “sbagliate” per il colore della propria pelle, la religione professata o l'orientamento sessuale.
L’Olocausto ha rappresentato la conseguenza dei pregiudizi, del razzismo, degli stereotipi che, purtroppo, sono caratteri difficili da estirpare se costituiscono le fondamenta di intere comunità.
Il Giorno della Memoria è oggi, lo sarà domani e per sempre, se nessuno troverà il coraggio di agire per fermare tutto questo orrore.

 

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