Di Asia Centofante e Francesca Iabichino

Sono sei, in pochi mesi, i casi di bambini al di sotto dei due anni che sono stati ricoverati per problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. L’ultimo è avvenuto proprio questo 26 gennaio: la piccola, originaria della provincia di Agrigento, è arrivata in ospedale in gravi condizioni dopo aver ingerito un frammento di hashish trovato in casa.  E solo un mese fa era finita in rianimazione una bimba di undici mesi e a novembre due neonati sono arrivati in codice rosso all’ospedale Di Cristina di Palermo per il medesimo motivo, seguiti cinque giorni dopo da un bimbo di un anno e mezzo.  
È proprio nel sud Italia che troviamo tutti questi episodi, in particolare in Sicilia dove l’Avvocatessa dello Stato di Palermo, Annamaria Palma, ha lanciato l’allarme per portare l’attenzione su questa situazione drammatica. Si accoda a lei anche la procuratrice Caramanna che nella dichiarazione lasciata a Repubblica attesta: “Siamo preoccupati per questi episodi che riscontriamo sempre più spesso. La disattenzione dei genitori assuntori di droghe può comportare danni gravissimi per i più piccoli”.
È ormai consolidata la prassi messa in atto in questi casi: interrogatorio per i genitori o per coloro che vivono in casa con il minore, seguito da perquisizioni accurate. Spesso i provvedimenti a tutela del minore, come l’affidamento temporaneo al direttore della struttura sanitaria, scattano anche nel caso in cui non si riesca a trovare traccia di sostanze stupefacenti.
Ma se già mette i brividi pensare che tutto questo accada in un luogo come la propria casa, spaventa sapere che anche la scuola, ambiente volto all’educazione e alla formazione di giovani cittadini e cittadine, possa mettere in pericolo la vita degli studenti; è proprio così infatti che una ragazzina di soli 16 anni si è sentita male in una scuola di Latina a causa dell’hashish offertole dalla sua professoressa. Sull’accaduto stanno indagando la procura e la squadra mobile di Latina, in seguito alla denuncia mossa da una collega, venuta a conoscenza dell’accaduto.
Secondo la ricostruzione dei fatti risalenti al 2020 la docente avrebbe chiamato i suoi studenti, tutti minorenni tra i 15 e i 17 anni, per trascorrere una serata in compagnia nel suo appartamento in cui avrebbe offerto loro delle droghe. Alcuni le avrebbero consumate e fra di loro una sedicenne successivamente si era sentita male, ed era stata soccorsa dai compagni.
Ci sono poi moltissimi giovani che a scuola invece non vanno: contano soldi, maneggiano polvere bianca e aiutano i genitori a confezionare bustine di droga da spacciare.

allarme droga 2

Sono già tantissimi i casi sotto osservazione a Palermo: il timore però è che continueranno ad aumentare.
È proprio in questa città, infatti, che troviamo un indice d’evasione all’obbligo scolastico del 27%, chiara manifestazione di un forte disagio e di un avvicinamento alla criminalità, legata soprattutto ai traffici di droga: la Sicilia è ormai la terza regione italiana dove si spaccia di più e Palermo è la città con uno degli indici più alti di reati minorili. Uno degli allarmi più recenti è infatti scattato dopo un’indagine condotta nel quartiere Sperone, dove sono stati individuati 57 spacciatori: le immagini raccapriccianti ritraggono intere famiglie, bambini compresi, impegnate nel confezionamento delle dosi spacciate direttamente da casa oppure nascoste negli zaini usati per la scuola, che in realtà non viene frequentata.
È agghiacciante questa ricostruzione di fatti accaduti in così pochi mesi, un chiaro segnale di una decadenza sociale che va fermata il prima possibile. È necessario un immediato intervento delle istituzioni per salvare milioni di giovani e bambini in pericolo ogni giorno, che subiscono l’effetto devastante delle droghe ma soprattutto di un giro criminale che preclude loro un sano sviluppo e l’opportunità di crescere in maniera degna. Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte a questa situazione drammatica e dobbiamo ognuno di noi fare il possibile per garantire un futuro, delle alternative, prima di tutto ai bambini e ai giovani.

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Sono sei, in pochi mesi, i casi di bambini al di sotto dei due anni che sono stati ricoverati per problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. L’ultimo è avvenuto proprio questo 26 gennaio: la piccola, originaria della provincia di Agrigento, è arrivata in ospedale in gravi condizioni dopo aver ingerito un frammento di hashish trovato in casa.  E solo un mese fa era finita in rianimazione una bimba di undici mesi e a novembre due neonati sono arrivati in codice rosso all’ospedale Di Cristina di Palermo per il medesimo motivo, seguiti cinque giorni dopo da un bimbo di un anno e mezzo.  
È proprio nel sud Italia che troviamo tutti questi episodi, in particolare in Sicilia dove l’Avvocatessa dello Stato di Palermo, Annamaria Palma, ha lanciato l’allarme per portare l’attenzione su questa situazione drammatica. Si accoda a lei anche la procuratrice Caramanna che nella dichiarazione lasciata a Repubblica attesta: “Siamo preoccupati per questi episodi che riscontriamo sempre più spesso. La disattenzione dei genitori assuntori di droghe può comportare danni gravissimi per i più piccoli”.
È ormai consolidata la prassi messa in atto in questi casi: interrogatorio per i genitori o per coloro che vivono in casa con il minore, seguito da perquisizioni accurate. Spesso i provvedimenti a tutela del minore, come l’affidamento temporaneo al direttore della struttura sanitaria, scattano anche nel caso in cui non si riesca a trovare traccia di sostanze stupefacenti.
Ma se già mette i brividi pensare che tutto questo accada in un luogo come la propria casa, spaventa sapere che anche la scuola, ambiente volto all’educazione e alla formazione di giovani cittadini e cittadine, possa mettere in pericolo la vita degli studenti; è proprio così infatti che una ragazzina di soli 16 anni si è sentita male in una scuola di Latina a causa dell’hashish offertole dalla sua professoressa. Sull’accaduto stanno indagando la procura e la squadra mobile di Latina, in seguito alla denuncia mossa da una collega, venuta a conoscenza dell’accaduto.
Secondo la ricostruzione dei fatti risalenti al 2020 la docente avrebbe chiamato i suoi studenti, tutti minorenni tra i 15 e i 17 anni, per trascorrere una serata in compagnia nel suo appartamento in cui avrebbe offerto loro delle droghe. Alcuni le avrebbero consumate e fra di loro una sedicenne successivamente si era sentita male, ed era stata soccorsa dai compagni.
Ci sono poi moltissimi giovani che a scuola invece non vanno: contano soldi, maneggiano polvere bianca e aiutano i genitori a confezionare bustine di droga da spacciare.

allarme droga 2

Sono già tantissimi i casi sotto osservazione a Palermo: il timore però è che continueranno ad aumentare.
È proprio in questa città, infatti, che troviamo un indice d’evasione all’obbligo scolastico del 27%, chiara manifestazione di un forte disagio e di un avvicinamento alla criminalità, legata soprattutto ai traffici di droga: la Sicilia è ormai la terza regione italiana dove si spaccia di più e Palermo è la città con uno degli indici più alti di reati minorili. Uno degli allarmi più recenti è infatti scattato dopo un’indagine condotta nel quartiere Sperone, dove sono stati individuati 57 spacciatori: le immagini raccapriccianti ritraggono intere famiglie, bambini compresi, impegnate nel confezionamento delle dosi spacciate direttamente da casa oppure nascoste negli zaini usati per la scuola, che in realtà non viene frequentata.
È agghiacciante questa ricostruzione di fatti accaduti in così pochi mesi, un chiaro segnale di una decadenza sociale che va fermata il prima possibile. È necessario un immediato intervento delle istituzioni per salvare milioni di giovani e bambini in pericolo ogni giorno, che subiscono l’effetto devastante delle droghe ma soprattutto di un giro criminale che preclude loro un sano sviluppo e l’opportunità di crescere in maniera degna. Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte a questa situazione drammatica e dobbiamo ognuno di noi fare il possibile per garantire un futuro, delle alternative, prima di tutto ai bambini e ai giovani.

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