Di Asia Centofante

Hai fallito “società”.
Hai portato un ragazzo di soli 12 anni a togliersi la vita perché era diventata troppo pesante da affrontare. Hai generato odio e cattiveria tra gli esseri umani a punto che si spingessero alla morte gli uni con gli altri attraverso parole piene di odio. Non è possibile rimanere in silenzio di fronte alla storia del piccolo Drayke Hardman, un ragazzino dello Utah che si è suicidato a causa del bullismo che subiva ogni giorno. Come possiamo normalizzare questi atti di violenza quotidiani? La risposta è che tu, società, colpevole, ci porti a compiere questi scempi e poi distrai il mondo intero con i tuoi strumenti migliori, a regola d’arte. E il mondo, affascinato da ciò che offri, rimane in silenzio, omertoso e colpevole tanto quanto chi compie i misfatti. Ma non puoi corrompere tutt3. C’è una parte di questa umanità persa che ancora reagisce e combatte contro questo sistema malato che continua ad uccidere ogni giorno migliaia di donne, bambin3 e uomini, nei modi più nefasti. Ci sono ancora moltissimi giovani sparsi nei quattro angoli della Terra che ogni giorno danno tutto per rivoltarsi al silenzio a cui ci hai abituati, cara società. Migliaia di attivisti urlano e si battono per cambiare tutto questo e per far si che il sacrificio di questo ragazzo, come quello di tante altre migliaia di persone, non sia più necessario. Dobbiamo risvegliarci umanità: dove stiamo andando a finire? Non ci accorgiamo che stiamo toccando il fondo senza possibilità di risalire? Non ci rendiamo conto che ogni giorno andiamo sempre di più alla deriva?
Dov’è quello spirito pacifico e fraterno che tanto abbiamo desiderato?
Non siamo più capaci d’amare e di rispettare l’altro, sappiamo solo criticare, giudicare, uccidere con le nostre parole taglienti e crudeli.
Dobbiamo cambiare. Non possiamo più continuare ad ucciderci a vicenda.
Dobbiamo lasciare le armi ed imbracciare il coraggio di ribellarci a queste ingiustizie, che continuano a toglierci compagne e compagni ogni minuto.
Facciamoci sentire umanità, facciamo sentire la nostra voce e il nostro desiderio di cambiamento. Seguiamo chi già ha avuto la forza (e direi anche il buon senso) di protestare. Manifestiamo, cantiamo, balliamo, gridiamo la nostra sete di giustizia. Uniamoci e combattiamo questo cancro che si insinua nei nostri cuori e ci porta ad eliminarci a vicenda.
Abbiamo il coraggio di amarci e dimostriamo che l’unione può cambiare le cose per il meglio.
Restiamo umani.

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Dov’è quello spirito pacifico e fraterno che tanto abbiamo desiderato?
Non siamo più capaci d’amare e di rispettare l’altro, sappiamo solo criticare, giudicare, uccidere con le nostre parole taglienti e crudeli.
Dobbiamo cambiare. Non possiamo più continuare ad ucciderci a vicenda.
Dobbiamo lasciare le armi ed imbracciare il coraggio di ribellarci a queste ingiustizie, che continuano a toglierci compagne e compagni ogni minuto.
Facciamoci sentire umanità, facciamo sentire la nostra voce e il nostro desiderio di cambiamento. Seguiamo chi già ha avuto la forza (e direi anche il buon senso) di protestare. Manifestiamo, cantiamo, balliamo, gridiamo la nostra sete di giustizia. Uniamoci e combattiamo questo cancro che si insinua nei nostri cuori e ci porta ad eliminarci a vicenda.
Abbiamo il coraggio di amarci e dimostriamo che l’unione può cambiare le cose per il meglio.
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