L’arte come strumento di pace davanti alla base militare americana di Aviano

Di Our Voice

Una manifestazione artistica incentrata sul conflitto in corso in Ucraina, un pomeriggio di arte, musica, attivismo e denuncia contro i responsabili della guerra, per prendere le distanze dalle azioni di Russia e Nato. È stato questo l’evento, intitolato “Game Over”, di cui siamo stati promotori sabato pomeriggio ad Udine, in Piazza XX Settembre. Tanti sono stati i giovani presenti, i collettivi studenteschi, le associazioni e i Movimenti, come One Community e il Collettivo Studentesco Solidale.

“Noi siamo qui solo per condannare questa guerra, ma anche per vedere le nostre responsabilità in tutto questo. Le colpe dell’occidente sono gravi e mentre i media preferiscono spostare il mostro al di fuori di noi, verso la Russia, ma noi abbiamo il dovere di guardare in faccia anche il male ed il crimine che si nasconde dietro al grande sistema in cui siamo immersi”. Sono state le parole di Francesco Ciotti, membro della commissione Geopolitica del Movimento che ha evidenziato appunto, quelle che sono le responsabilità dell’Occidente in questa terribile guerra che sta dilaniando un’intera popolazione nel cuore dell’Europa.

Ma la guerra in atto oggi è solamente l’emblema di una modalità di conduzione della vita e di pensiero distorta, che ha ormai permeato ogni aspetto della vita umana, arrivando ad incidere anche sugli strati più profondi della coscienza individuale e collettiva. Per questo motivo, la nostra denuncia e quella dei tanti giovani che hanno partecipato non si è fermata esclusivamente all’Ucraina, che comunque è rimasto il tema centrale in tutti gli interventi, ma ha abbracciato anche tematiche intersezionali: dalla questione palestinese al femminismo, dal razzismo alla discriminazione di genere, fino ad arrivare ai gravissimi problemi ambientali. Perché, oggi più che mai, c’è necessità di una denuncia che sia trasversale, che tocchi tutti i punti nevralgici di un sistema criminale integrato unico, che si esplica e si concretizza anche nelle tematiche appena elencate. Così Sara Innocente ha protestato contro l’ipocrisia dei mezzi di comunicazione mainstream occidentali, ricordando a tutt3 i/le presenti che “da 74 anni famiglie, bambini, donne palestinesi lottano ogni giorno contro l’occupazione delle forze sioniste che da ben 74 anni occupano e violentano la terra palestinese, pretendendo di poterla occupare. È inaccettabile come ci volgiamo dall’altra parte: l’occupazione russa viene giustamente denunciata ogni giorno, ma l’occupazione sionista viene considerata ormai come una normalità”.

“Nella storia l’uomo si è arrogato il diritto di comandare, uccidere, governare e sovrastare, senza però fare i conti con la potenza femminile che si oppone ad un simile sistema. Come un’onda che si ritira e si prepara a scagliarsi, l’energia femminile sta aumentando sempre di più la propria rabbia e voglia di rivoluzione, e quando quest’onda si infrangerà distruggerà tutto ciò su cui la nostra società violenta si basa”, ha detto in maniera forte e decisa Carlotta Mortarino, della Commissione Femminismo del Movimento.

udine ucraina 3

Vari sono stati anche gli interventi a microfono aperto al pubblico, che hanno permesso l’instaurazione di un momento di condivisione e di riflessione comune. “La guerra è uno strumento pericolosissimo, perché la violenza genera altra violenza e non lascia spazio al dialogo. Questo conflitto è responsabilità di tutti, Occidente e Russia. L’Ucraina è stata finanziata e riempita di armamenti da vari Paesi europei. La disposizione delle truppe della NATO nei Paesi dell’est Europa e l’idea di far entrare l’Ucraina nell’Alleanza atlantica non ha aiutato la distensione con la Russia”, ha sostenuto l’attivista Marco Rambaudi. Forte e chiara anche la denuncia di Liz, ragazzo di origini russe che ha ricordato a tutti e tutte le presenti come “L’Unione Europea, che adesso si sta tanto dedicando a condannare la guerra ed inasprire le sanzioni contro la Russia, sta anche inviando armi all’Ucraina. Non ha mai alzato un dito nei confronti delle tantissime guerre che vanno avanti da decine di anni. Ad esempio in Palestina, in Siria, in Libia. Molti pensano che il popolo russo abbia voluto la guerra, anche a causa dei media che negli ultimi anni hanno riportato notizie false e distorte sulla guerra nel Donbass, una guerra civile tra il governo di Kiev ed il popolo del Donbass che voleva entrare a far parte della Russia, ed è durato 8 anni”. Intervenute anche Giada e Fiore del Collettivo Studentesco Solidale, che hanno parlato a nome di tutti gli studenti e di tutte le studentesse udinesi: “Vogliamo ribadire quanto sia importante scendere. In piazza e dar voce alla propria denuncia. Facciamo in modo che questo evento non sia una serie di voci isolate. Scendere in piazza è l’unico contributo che ogni cittadino può dare alla comunità. Portiamo le nostre parole alle orecchie di chi ha paura di schierarsi, di chi sceglie l’indifferenza, perché di fronte alla sofferenza, alla distruzione e alla miseria della guerra tutti siamo responsabili!”.

La necessità assoluta, ribadita più volte durante il corso della manifestazione, oltre al “cessate il fuoco” immediato e al ritiro delle truppe russe dall’Ucraina per la riapertura del dialogo, è stata la pretesa di neutralità da parte dell’Italia, nel pieno rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione, che ripudia la guerra come mezzo di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali. Neutralità diplomatica, neutralità nel conflitto in atto, neutralità in qualsiasi scontro, militare e non, su scala internazionale. “Dobbiamo però chiederci profondamente che cosa significhi l’essere ‘neutrali’ per l’Italia. E la risposta è solo una: uscita del nostro Paese dalla NATO”, ha esclamato a gran voce Francesco Piras.

L’arte come strumento di resistenza e di rivoluzione

Sono stati tanti gli artisti che si sono susseguiti durante la manifestazione, realizzando performance artistiche di spiccato livello: i cantanti L.E.S.M.A.S. e ALIENo, e poi la band Saras, che dopo l’uscita dell’ultimo singolo “Sangue e Falsità” (link collegamento: https://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/88162-sangue-e-falsita-il-rock-del-movimento-our-voice.html), hanno protestato attraverso altri brani la fomentazione di tutte le guerre nel mondo.

L’evento si è concluso con un flashmob artistico, che ha richiamato la brutalità dello scontro in atto tra le due maggiori potenze mondiali che, inevitabilmente, come ogni guerra, finirà per far perdere solamente una fazione: quella del popolo. Infine, è stata denunciato in maniera forte ed incisivo il pericolo attuale riguardante l’utilizzo di armi atomiche: un’eventualità più che probabile, nel momento in cui questo conflitto regionale si dovesse estendere su scala europea o addirittura internazionale.

La lotta continua a Niscemi e ad Aviano

Ma non ci si può e non ci si deve fermare. Sabato, qualche ora dopo, con altri attivisti e artisti del Movimento, insieme al Movimento No Muos e ad altre associazioni, eravamo presenti a Niscemi, di fronte al MUOS, dove abbiamo realizzato una ulteriore performance statica artistica, per denunciare l’ipocrisia della NATO. L’alleanza Atlantica infatti, sotto i diktat degli Stati Uniti, giocando la carta dell’”esportazione della democrazia” da sempre schiaccia i popoli in tutto il mondo, fomentando guerre, finanziando gruppi terroristici e generando persecuzioni e milioni di profughi.

Nella giornata di ieri, infatti, abbiamo realizzato uno shooting con performance statica di fronte alla Base USAF di Aviano, con l’obiettivo di denunciare in maniera forte, chiara e decisa la presenza di decine di testate atomiche all’interno della stessa. Tale fatto, oltre a mettere fortemente a rischio il nostro Paese, che si troverebbe in prima linea nel caso di un imminente scontro su scala globale, è la concretizzazione emblematica del calpestamento della nostra Costituzione da parte di una classe dirigenziale e politica che continua ad essere eterodiretta da interessi che esulano da quelli sociali e popolari.

La lotta continua e continuerà in ogni città d’Italia e davanti ad ogni base NATO fino a che il nostro Paese non si schiererà contro ogni tipo di guerra e non si dichiarerà “neutrale” rispetto ad ogni tipo di conflitto, rispettando in questo modo per la prima volta la nostra Carta, scritta sul sangue e sul sacrificio della resistenza partigiana.

Foto © Paolo Bassani

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L’arte come strumento di pace davanti alla base militare americana di Aviano

Di Our Voice

Una manifestazione artistica incentrata sul conflitto in corso in Ucraina, un pomeriggio di arte, musica, attivismo e denuncia contro i responsabili della guerra, per prendere le distanze dalle azioni di Russia e Nato. È stato questo l’evento, intitolato “Game Over”, di cui siamo stati promotori sabato pomeriggio ad Udine, in Piazza XX Settembre. Tanti sono stati i giovani presenti, i collettivi studenteschi, le associazioni e i Movimenti, come One Community e il Collettivo Studentesco Solidale.

“Noi siamo qui solo per condannare questa guerra, ma anche per vedere le nostre responsabilità in tutto questo. Le colpe dell’occidente sono gravi e mentre i media preferiscono spostare il mostro al di fuori di noi, verso la Russia, ma noi abbiamo il dovere di guardare in faccia anche il male ed il crimine che si nasconde dietro al grande sistema in cui siamo immersi”. Sono state le parole di Francesco Ciotti, membro della commissione Geopolitica del Movimento che ha evidenziato appunto, quelle che sono le responsabilità dell’Occidente in questa terribile guerra che sta dilaniando un’intera popolazione nel cuore dell’Europa.

Ma la guerra in atto oggi è solamente l’emblema di una modalità di conduzione della vita e di pensiero distorta, che ha ormai permeato ogni aspetto della vita umana, arrivando ad incidere anche sugli strati più profondi della coscienza individuale e collettiva. Per questo motivo, la nostra denuncia e quella dei tanti giovani che hanno partecipato non si è fermata esclusivamente all’Ucraina, che comunque è rimasto il tema centrale in tutti gli interventi, ma ha abbracciato anche tematiche intersezionali: dalla questione palestinese al femminismo, dal razzismo alla discriminazione di genere, fino ad arrivare ai gravissimi problemi ambientali. Perché, oggi più che mai, c’è necessità di una denuncia che sia trasversale, che tocchi tutti i punti nevralgici di un sistema criminale integrato unico, che si esplica e si concretizza anche nelle tematiche appena elencate. Così Sara Innocente ha protestato contro l’ipocrisia dei mezzi di comunicazione mainstream occidentali, ricordando a tutt3 i/le presenti che “da 74 anni famiglie, bambini, donne palestinesi lottano ogni giorno contro l’occupazione delle forze sioniste che da ben 74 anni occupano e violentano la terra palestinese, pretendendo di poterla occupare. È inaccettabile come ci volgiamo dall’altra parte: l’occupazione russa viene giustamente denunciata ogni giorno, ma l’occupazione sionista viene considerata ormai come una normalità”.

“Nella storia l’uomo si è arrogato il diritto di comandare, uccidere, governare e sovrastare, senza però fare i conti con la potenza femminile che si oppone ad un simile sistema. Come un’onda che si ritira e si prepara a scagliarsi, l’energia femminile sta aumentando sempre di più la propria rabbia e voglia di rivoluzione, e quando quest’onda si infrangerà distruggerà tutto ciò su cui la nostra società violenta si basa”, ha detto in maniera forte e decisa Carlotta Mortarino, della Commissione Femminismo del Movimento.

udine ucraina 3

Vari sono stati anche gli interventi a microfono aperto al pubblico, che hanno permesso l’instaurazione di un momento di condivisione e di riflessione comune. “La guerra è uno strumento pericolosissimo, perché la violenza genera altra violenza e non lascia spazio al dialogo. Questo conflitto è responsabilità di tutti, Occidente e Russia. L’Ucraina è stata finanziata e riempita di armamenti da vari Paesi europei. La disposizione delle truppe della NATO nei Paesi dell’est Europa e l’idea di far entrare l’Ucraina nell’Alleanza atlantica non ha aiutato la distensione con la Russia”, ha sostenuto l’attivista Marco Rambaudi. Forte e chiara anche la denuncia di Liz, ragazzo di origini russe che ha ricordato a tutti e tutte le presenti come “L’Unione Europea, che adesso si sta tanto dedicando a condannare la guerra ed inasprire le sanzioni contro la Russia, sta anche inviando armi all’Ucraina. Non ha mai alzato un dito nei confronti delle tantissime guerre che vanno avanti da decine di anni. Ad esempio in Palestina, in Siria, in Libia. Molti pensano che il popolo russo abbia voluto la guerra, anche a causa dei media che negli ultimi anni hanno riportato notizie false e distorte sulla guerra nel Donbass, una guerra civile tra il governo di Kiev ed il popolo del Donbass che voleva entrare a far parte della Russia, ed è durato 8 anni”. Intervenute anche Giada e Fiore del Collettivo Studentesco Solidale, che hanno parlato a nome di tutti gli studenti e di tutte le studentesse udinesi: “Vogliamo ribadire quanto sia importante scendere. In piazza e dar voce alla propria denuncia. Facciamo in modo che questo evento non sia una serie di voci isolate. Scendere in piazza è l’unico contributo che ogni cittadino può dare alla comunità. Portiamo le nostre parole alle orecchie di chi ha paura di schierarsi, di chi sceglie l’indifferenza, perché di fronte alla sofferenza, alla distruzione e alla miseria della guerra tutti siamo responsabili!”.

La necessità assoluta, ribadita più volte durante il corso della manifestazione, oltre al “cessate il fuoco” immediato e al ritiro delle truppe russe dall’Ucraina per la riapertura del dialogo, è stata la pretesa di neutralità da parte dell’Italia, nel pieno rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione, che ripudia la guerra come mezzo di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali. Neutralità diplomatica, neutralità nel conflitto in atto, neutralità in qualsiasi scontro, militare e non, su scala internazionale. “Dobbiamo però chiederci profondamente che cosa significhi l’essere ‘neutrali’ per l’Italia. E la risposta è solo una: uscita del nostro Paese dalla NATO”, ha esclamato a gran voce Francesco Piras.

L’arte come strumento di resistenza e di rivoluzione

Sono stati tanti gli artisti che si sono susseguiti durante la manifestazione, realizzando performance artistiche di spiccato livello: i cantanti L.E.S.M.A.S. e ALIENo, e poi la band Saras, che dopo l’uscita dell’ultimo singolo “Sangue e Falsità” (link collegamento: https://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/88162-sangue-e-falsita-il-rock-del-movimento-our-voice.html), hanno protestato attraverso altri brani la fomentazione di tutte le guerre nel mondo.

L’evento si è concluso con un flashmob artistico, che ha richiamato la brutalità dello scontro in atto tra le due maggiori potenze mondiali che, inevitabilmente, come ogni guerra, finirà per far perdere solamente una fazione: quella del popolo. Infine, è stata denunciato in maniera forte ed incisivo il pericolo attuale riguardante l’utilizzo di armi atomiche: un’eventualità più che probabile, nel momento in cui questo conflitto regionale si dovesse estendere su scala europea o addirittura internazionale.

La lotta continua a Niscemi e ad Aviano

Ma non ci si può e non ci si deve fermare. Sabato, qualche ora dopo, con altri attivisti e artisti del Movimento, insieme al Movimento No Muos e ad altre associazioni, eravamo presenti a Niscemi, di fronte al MUOS, dove abbiamo realizzato una ulteriore performance statica artistica, per denunciare l’ipocrisia della NATO. L’alleanza Atlantica infatti, sotto i diktat degli Stati Uniti, giocando la carta dell’”esportazione della democrazia” da sempre schiaccia i popoli in tutto il mondo, fomentando guerre, finanziando gruppi terroristici e generando persecuzioni e milioni di profughi.

Nella giornata di ieri, infatti, abbiamo realizzato uno shooting con performance statica di fronte alla Base USAF di Aviano, con l’obiettivo di denunciare in maniera forte, chiara e decisa la presenza di decine di testate atomiche all’interno della stessa. Tale fatto, oltre a mettere fortemente a rischio il nostro Paese, che si troverebbe in prima linea nel caso di un imminente scontro su scala globale, è la concretizzazione emblematica del calpestamento della nostra Costituzione da parte di una classe dirigenziale e politica che continua ad essere eterodiretta da interessi che esulano da quelli sociali e popolari.

La lotta continua e continuerà in ogni città d’Italia e davanti ad ogni base NATO fino a che il nostro Paese non si schiererà contro ogni tipo di guerra e non si dichiarerà “neutrale” rispetto ad ogni tipo di conflitto, rispettando in questo modo per la prima volta la nostra Carta, scritta sul sangue e sul sacrificio della resistenza partigiana.

Foto © Paolo Bassani

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