Di Eya Djelassi

La serata di venerdì 25 marzo, due militanti di CasaPound Bergamo hanno picchiato ferocemente un giovane senegalese lasciandolo sanguinante sul marciapiede.
Il violento attacco è avvenuto in Via Silvio Spavenza, dove si trova “La cannoniera”, sede cittadina dei cosiddetti “fascisti del terzo millennio”.
Si tratta dell’ennesimo grave atto violento basato sull’odio razziale che bisogna condannare con fermezza e rigore. Secondo le testimonianze uno degli aggressori teneva fermo la vittima mentre l’altro lo picchiava.
La notizia riporta a galla la necessità di applicare le leggi Scelba e Mancino circa lo scioglimento di tutte quelle organizzazioni che si rifanno al fascismo, con la conseguente chiusura dei rispettivi circoli. Immediatamente è giunto l’intervento dell'ANPI provinciale di Bergamo che ha espresso “la più netta e profonda condanna del grave atto di violenza”, manifestando la propria vicinanza e solidarietà al giovane aggredito.
In risposta alla condanna dell’Anpi il circolo fascista ha addirittura affermato che “gli aggrediti siamo noi” aggiungendo “a Bergamo nessuna aggressione, solo strumentalizzazioni politiche”.
Si designa un ulteriore scenario di feroce violenza, dove gli aggressori sono stati mossi da una evidente e innegabile ideologia fascista, fomentata dalla continua propaganda di odio razziale portata avanti dai partiti come quello di CasaPound, i quali hanno addirittura la pretesa di essere ritenuti come vittime.
Ciò che è accaduto dimostra che, oltre alla condanna dell’atto attraverso un processo giudiziario, è essenziale l’istituzione di nuovi mezzi per individuare e applicare l’aggravante dell’odio razziale all’origine di questi atti violenti. È necessario fare chiarezza sui fatti poiché l’accaduto è assolutamente inaccettabile e ci ricorda che, a differenza di quanto dicano i politici come Matteo Salvini, il razzismo in Italia esiste e si manifesta a livello istituzionale con una propaganda politica che mira ad alimentare la paura verso il diverso, portando ai tragici eventi come quelli di Bergamo.
E’ ancor più grave notare come la maggior parte dei media tradizionali non abbiano riportato la notizia, rendendo così evidente l’assurdo concetto secondo cui ci siano aggressioni “più gravi” e “meno gravi”. Queste ultime appaiono come non meritevoli di essere denunciate.
Tra la superficialità con cui è stato affrontato il caso e la mancata indignazione a livello sociale circa l’accaduto, è possibile notare con chiarezza di quanto siano evidenti i doppi standard circa la narrazione differenziata sulla base di chi sia l’aggredito e l’aggressore.
Basta pensare che se un episodio analogo avesse visto coinvolti degli aggressori africani perpetrare atti violenti ai danni di vittime italiane, ecco che si sarebbe scatenato un polverone mediatico dove politici e giornalisti avrebbero cavalcato l’onda dell’indignazione per ribadire chi sia il buono e chi sia il cattivo.
Questo mondo avrebbe bisogno di una conversione radicale all'etica.
L’occidente si vanta in tutto il mondo di essere la civiltà più avanzata e più evoluta, “l’esempio” per tutti gli altri popoli.
Ma gli atti gravi, come l'aggressione di qualche giorno fa nei confronti di questo ragazzo senegalese, ci dimostrano il contrario. L’Italia si presenta ancora una volta come Paese incivile che dietro ad una superficiale retorica nasconde un’ipocrisia di fondo.
Possiamo dunque ritenere evoluti e all’avanguardia i paesi occidentali quando al loro interno vive un’ideologia fascista e razzista ben radicata?

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Si tratta dell’ennesimo grave atto violento basato sull’odio razziale che bisogna condannare con fermezza e rigore. Secondo le testimonianze uno degli aggressori teneva fermo la vittima mentre l’altro lo picchiava.
La notizia riporta a galla la necessità di applicare le leggi Scelba e Mancino circa lo scioglimento di tutte quelle organizzazioni che si rifanno al fascismo, con la conseguente chiusura dei rispettivi circoli. Immediatamente è giunto l’intervento dell'ANPI provinciale di Bergamo che ha espresso “la più netta e profonda condanna del grave atto di violenza”, manifestando la propria vicinanza e solidarietà al giovane aggredito.
In risposta alla condanna dell’Anpi il circolo fascista ha addirittura affermato che “gli aggrediti siamo noi” aggiungendo “a Bergamo nessuna aggressione, solo strumentalizzazioni politiche”.
Si designa un ulteriore scenario di feroce violenza, dove gli aggressori sono stati mossi da una evidente e innegabile ideologia fascista, fomentata dalla continua propaganda di odio razziale portata avanti dai partiti come quello di CasaPound, i quali hanno addirittura la pretesa di essere ritenuti come vittime.
Ciò che è accaduto dimostra che, oltre alla condanna dell’atto attraverso un processo giudiziario, è essenziale l’istituzione di nuovi mezzi per individuare e applicare l’aggravante dell’odio razziale all’origine di questi atti violenti. È necessario fare chiarezza sui fatti poiché l’accaduto è assolutamente inaccettabile e ci ricorda che, a differenza di quanto dicano i politici come Matteo Salvini, il razzismo in Italia esiste e si manifesta a livello istituzionale con una propaganda politica che mira ad alimentare la paura verso il diverso, portando ai tragici eventi come quelli di Bergamo.
E’ ancor più grave notare come la maggior parte dei media tradizionali non abbiano riportato la notizia, rendendo così evidente l’assurdo concetto secondo cui ci siano aggressioni “più gravi” e “meno gravi”. Queste ultime appaiono come non meritevoli di essere denunciate.
Tra la superficialità con cui è stato affrontato il caso e la mancata indignazione a livello sociale circa l’accaduto, è possibile notare con chiarezza di quanto siano evidenti i doppi standard circa la narrazione differenziata sulla base di chi sia l’aggredito e l’aggressore.
Basta pensare che se un episodio analogo avesse visto coinvolti degli aggressori africani perpetrare atti violenti ai danni di vittime italiane, ecco che si sarebbe scatenato un polverone mediatico dove politici e giornalisti avrebbero cavalcato l’onda dell’indignazione per ribadire chi sia il buono e chi sia il cattivo.
Questo mondo avrebbe bisogno di una conversione radicale all'etica.
L’occidente si vanta in tutto il mondo di essere la civiltà più avanzata e più evoluta, “l’esempio” per tutti gli altri popoli.
Ma gli atti gravi, come l'aggressione di qualche giorno fa nei confronti di questo ragazzo senegalese, ci dimostrano il contrario. L’Italia si presenta ancora una volta come Paese incivile che dietro ad una superficiale retorica nasconde un’ipocrisia di fondo.
Possiamo dunque ritenere evoluti e all’avanguardia i paesi occidentali quando al loro interno vive un’ideologia fascista e razzista ben radicata?

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