“Falcone e Borsellino sono morti perché sono stati lasciati soli in primis dallo Stato e dalle istituzioni”

Di Francesco Ciotti

In data 18 maggio, nella trasmissione radiofonica di Radio In, “Viva la radio” condotta da Barbara Lipera sono state intervistate Sonia Bongiovanni, leader del movimento Our Voice e Marta Capaccioni, attivista e capo redattrice del movimento.

“Siamo un movimento culturale artistico di giovani che denuncia tutte le ingiustizie sociali attraverso l’arte e attraverso vari metodi espressivi comunicativi: abbiamo anche una redazione giornalistica, denunciamo la mafia, il fascismo il razzismo..”

Così ha esordito Sonia per introdurre Our Voice, una realtà nata nel 2014 da un’iniziativa di giovani donne che principalmente grazie alla storia di Peppino Impastato si sono concentrate sulla lotta alla mafia ma soprattutto “su un sistema di potere che continua ad esistere in Italia e nel mondo”; Ed appunto con l’arte, la politica ed il giornalismo che Peppino denunciava tutti i soprusi.

Durante la trasmissione si è data grande enfasi sull’importanza del 23 maggio:

“Our voice sarà presente il 23 maggio per fare memoria attiva di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta uccisi nella strage di Capaci”.

Si è ribadito come l’antimafia debba essere una lotta collettiva, che deve unirsi anche a quella dell’antifascismo, dell’anticapitalismo; una battaglia che coinvolge in realtà un intero sistema criminale integrato.

“Noi sappiamo che parte delle istituzioni hanno collaborato con la mafia per le stragi del 92’ ha affermato Marta Capaccioni.

“Faremo un corteo per distanziarci dalle passerelle. Il 23 maggio verranno il ministero dell’interno, ministro della giustizia, il presidente della repubblica, il ministro degli esteri…Pretendiamo da queste cariche che arrivano solamente nei giorni delle commemorazioni a Palermo a riempirsi la bocca di lotta alla mafia, che in questo frangente si stanno facendo gravissimi passi indietro che si stanno isolando di nuovo magistrati, la storia si sta per ripetere… Falcone e Borsellino sono morti perché sono stati lasciati soli in primis dallo Stato e dalle istituzioni” ha aggiunto la caporedattrice.

Un’occasione, quella del 23 maggio per esprimere la lotta alla mafia ma soprattutto lotta allo “stato mafia”: il processo sulla trattativa stato mafia, il processo Ndrangheta Stragista, il processo Rinascita Scott stanno infatti facendo emergere i rapporti tra la mafia e gli apparati istituzionali dell’imprenditoria della politica della finanza, delle banche.

Sono indagini scomode che portano magistrati ad essere isolati e delegittimati, prima di essere uccisi come Falcone e Borsellino. La storia si sta effettivamente per ripetere con le minacce di morte già pervenute ai magistrati Nicola Gratteri e Nino Di Matteo.

Ecco dunque che il 23 maggio diventa occasione per non lasciar soli quei magistrati che oggi stanno seguendo le stesse orme dei martiri.

 ov radioin 23mag falcone

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“Siamo un movimento culturale artistico di giovani che denuncia tutte le ingiustizie sociali attraverso l’arte e attraverso vari metodi espressivi comunicativi: abbiamo anche una redazione giornalistica, denunciamo la mafia, il fascismo il razzismo..”

Così ha esordito Sonia per introdurre Our Voice, una realtà nata nel 2014 da un’iniziativa di giovani donne che principalmente grazie alla storia di Peppino Impastato si sono concentrate sulla lotta alla mafia ma soprattutto “su un sistema di potere che continua ad esistere in Italia e nel mondo”; Ed appunto con l’arte, la politica ed il giornalismo che Peppino denunciava tutti i soprusi.

Durante la trasmissione si è data grande enfasi sull’importanza del 23 maggio:

“Our voice sarà presente il 23 maggio per fare memoria attiva di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta uccisi nella strage di Capaci”.

Si è ribadito come l’antimafia debba essere una lotta collettiva, che deve unirsi anche a quella dell’antifascismo, dell’anticapitalismo; una battaglia che coinvolge in realtà un intero sistema criminale integrato.

“Noi sappiamo che parte delle istituzioni hanno collaborato con la mafia per le stragi del 92’ ha affermato Marta Capaccioni.

“Faremo un corteo per distanziarci dalle passerelle. Il 23 maggio verranno il ministero dell’interno, ministro della giustizia, il presidente della repubblica, il ministro degli esteri…Pretendiamo da queste cariche che arrivano solamente nei giorni delle commemorazioni a Palermo a riempirsi la bocca di lotta alla mafia, che in questo frangente si stanno facendo gravissimi passi indietro che si stanno isolando di nuovo magistrati, la storia si sta per ripetere… Falcone e Borsellino sono morti perché sono stati lasciati soli in primis dallo Stato e dalle istituzioni” ha aggiunto la caporedattrice.

Un’occasione, quella del 23 maggio per esprimere la lotta alla mafia ma soprattutto lotta allo “stato mafia”: il processo sulla trattativa stato mafia, il processo Ndrangheta Stragista, il processo Rinascita Scott stanno infatti facendo emergere i rapporti tra la mafia e gli apparati istituzionali dell’imprenditoria della politica della finanza, delle banche.

Sono indagini scomode che portano magistrati ad essere isolati e delegittimati, prima di essere uccisi come Falcone e Borsellino. La storia si sta effettivamente per ripetere con le minacce di morte già pervenute ai magistrati Nicola Gratteri e Nino Di Matteo.

Ecco dunque che il 23 maggio diventa occasione per non lasciar soli quei magistrati che oggi stanno seguendo le stesse orme dei martiri.

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