L’Associazione di Volontariato Our Voice - ODV e l'Associazione Culturale Falcone e Borsellino, organizzano e promuovono un Sit-in per il giorno 2 aprile 2021, dalle ore 15:00 alle ore 19:00 (Piazza Verdi-Teatro Massimo, Palermo), volto a sensibilizzare la cittadinanza in merito alle ultime decisioni prese dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) e dalla Corte Costituzionale che rischiano di minare alla base il contrasto alla criminalità organizzata in materia di carcerario (ergastolo ostativo e 41bis) e normativa di collaboratori di giustizia.
Durante l'udienza pubblica alla Consulta pure l’avvocatura dello Stato - che in teoria avrebbe dovuto difendere le leggi vigenti sull'ergastolo ostativo per conto del governo - ha nei fatti aperto alla liberazione condizionale ai condannati all’ergastolo ostativo, anche gli irriducibili stragisti.
Come? Non chiedendo più di considerare inammissibile la richiesta della Cassazione di dichiarare incostituzionale la norma che vieta ai condannati all’ergastolo ostativo - cioè i detenuti che abbiano trascorso almeno 26 anni in carcere ma non dai condannati ad una pena perpetua per reati di particolare gravità, come terrorismo e mafia - la liberazione condizionale se non collaborano con la magistratura.
Diversamente ha invitato la Consulta a emettere una sentenza interpretativa di rigetto, in cui si riconosce al giudice di sorveglianza il potere di valutare a sua discrezione ogni caso.
"Il Giudice di sorveglianza deve verificare in concreto... quali sono le ragioni che non consentono di realizzare quella condotta collaborativa nei termini auspicati dallo stesso giudice" ha affermato l'avvocato di Stato, Ettore Figliolia intervenendo durante l'udienza pubblica in Consulta (giudice relatore Nicolò Zanon), rimarcando che "una interpretazione costituzionalmente orientata di queste norme... potrebbe consentire di procedere ad una esegesi della normativa", tanto più che anche nelle sentenze della Corte di Cassazione "mi pare che si sia proceduto ad una maggiore valutazione sulle ragioni per le quali non era stata data quella collaborazione".
Nell'intervento sono state citate sia la pronuncia della Corte costituzionale che quella della Corte europea dei diritti dell'uomo Viola, del 13 giugno 2019. "Si potrebbe procedere - ha suggerito Figliolia - ad una interpretazione di queste norme nel senso in qualche modo di ritrattare ogni forma di possibile automatismo ed andare a consentire al giudice di sorveglianza di verificare in concreto le motivazioni che vengono addotte dal detenuto per non poter assicurare quella condotta collaborativa sugli altri". "Il governo ritiene che ci sia la possibilità di praticare un'esegesi - conclude l'avvocatura dello Stato - potremmo dire maggiormente corrispondente alla ratio della norma, assicurando praticamente uno spazio discrezionale al magistrato decidente in termini di verificare in concreto le motivazioni su quella mancata collaborazione che è condizione per ottenere il beneficio". Secondo l’avvocato dello Stato “il Governo non può non tenere in debita considerazione sia i principi evocati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 253 del 2019, che della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo Viola, del 13 giugno 2019. Questi principi debbono essere adeguatamente sfruttati, soppesati, calibrati rispetto a quelle che sono le peculiarità della liberazione condizionale, peculiarità che sono evincibili dalla lettura dell’articolo 177 del Codice penale”.
Un cambio di posizione clamoroso nel momento in cui, in un primo momento, aveva chiesto di dichiarare l’inammissibilità o l'infondatezza della questione di costituzionalità sollevata dalla Cassazione.
Nelle prossime settimane è atteso il verdetto della Consulta, ma resta la gravissima presa di posizione dell'avvocatura dello Stato che di fatto rappresenta la linea del governo sul fronte.

Al Sit-in saranno presenti anche alcuni familiari di vittime innocenti di mafia e associazioni antimafia (e non solo).

🦠 L'intero presidio sarà statico e verrà organizzato e realizzato in ottemperanza alle norme anti-Covid vigenti.

Per maggiori informazioni leggi l'articolo del direttore di ANTIMAFIADuemila:
Libertà condizionale ai boss, il governo cede sull'ergastolo

L'evento facebook.com/events/350332103032770

LINK VIDEO:
https://fb.watch/auEpOGm2a2/

LINK FOTO: https://www.facebook.com/ourvoiceit/photos/pcb.2064117030398182/2064116730398212/

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L’Associazione di Volontariato Our Voice - ODV e l'Associazione Culturale Falcone e Borsellino, organizzano e promuovono un Sit-in per il giorno 2 aprile 2021, dalle ore 15:00 alle ore 19:00 (Piazza Verdi-Teatro Massimo, Palermo), volto a sensibilizzare la cittadinanza in merito alle ultime decisioni prese dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) e dalla Corte Costituzionale che rischiano di minare alla base il contrasto alla criminalità organizzata in materia di carcerario (ergastolo ostativo e 41bis) e normativa di collaboratori di giustizia.
Durante l'udienza pubblica alla Consulta pure l’avvocatura dello Stato - che in teoria avrebbe dovuto difendere le leggi vigenti sull'ergastolo ostativo per conto del governo - ha nei fatti aperto alla liberazione condizionale ai condannati all’ergastolo ostativo, anche gli irriducibili stragisti.
Come? Non chiedendo più di considerare inammissibile la richiesta della Cassazione di dichiarare incostituzionale la norma che vieta ai condannati all’ergastolo ostativo - cioè i detenuti che abbiano trascorso almeno 26 anni in carcere ma non dai condannati ad una pena perpetua per reati di particolare gravità, come terrorismo e mafia - la liberazione condizionale se non collaborano con la magistratura.
Diversamente ha invitato la Consulta a emettere una sentenza interpretativa di rigetto, in cui si riconosce al giudice di sorveglianza il potere di valutare a sua discrezione ogni caso.
"Il Giudice di sorveglianza deve verificare in concreto... quali sono le ragioni che non consentono di realizzare quella condotta collaborativa nei termini auspicati dallo stesso giudice" ha affermato l'avvocato di Stato, Ettore Figliolia intervenendo durante l'udienza pubblica in Consulta (giudice relatore Nicolò Zanon), rimarcando che "una interpretazione costituzionalmente orientata di queste norme... potrebbe consentire di procedere ad una esegesi della normativa", tanto più che anche nelle sentenze della Corte di Cassazione "mi pare che si sia proceduto ad una maggiore valutazione sulle ragioni per le quali non era stata data quella collaborazione".
Nell'intervento sono state citate sia la pronuncia della Corte costituzionale che quella della Corte europea dei diritti dell'uomo Viola, del 13 giugno 2019. "Si potrebbe procedere - ha suggerito Figliolia - ad una interpretazione di queste norme nel senso in qualche modo di ritrattare ogni forma di possibile automatismo ed andare a consentire al giudice di sorveglianza di verificare in concreto le motivazioni che vengono addotte dal detenuto per non poter assicurare quella condotta collaborativa sugli altri". "Il governo ritiene che ci sia la possibilità di praticare un'esegesi - conclude l'avvocatura dello Stato - potremmo dire maggiormente corrispondente alla ratio della norma, assicurando praticamente uno spazio discrezionale al magistrato decidente in termini di verificare in concreto le motivazioni su quella mancata collaborazione che è condizione per ottenere il beneficio". Secondo l’avvocato dello Stato “il Governo non può non tenere in debita considerazione sia i principi evocati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 253 del 2019, che della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo Viola, del 13 giugno 2019. Questi principi debbono essere adeguatamente sfruttati, soppesati, calibrati rispetto a quelle che sono le peculiarità della liberazione condizionale, peculiarità che sono evincibili dalla lettura dell’articolo 177 del Codice penale”.
Un cambio di posizione clamoroso nel momento in cui, in un primo momento, aveva chiesto di dichiarare l’inammissibilità o l'infondatezza della questione di costituzionalità sollevata dalla Cassazione.
Nelle prossime settimane è atteso il verdetto della Consulta, ma resta la gravissima presa di posizione dell'avvocatura dello Stato che di fatto rappresenta la linea del governo sul fronte.

Al Sit-in saranno presenti anche alcuni familiari di vittime innocenti di mafia e associazioni antimafia (e non solo).

🦠 L'intero presidio sarà statico e verrà organizzato e realizzato in ottemperanza alle norme anti-Covid vigenti.

Per maggiori informazioni leggi l'articolo del direttore di ANTIMAFIADuemila:
Libertà condizionale ai boss, il governo cede sull'ergastolo

L'evento facebook.com/events/350332103032770

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