43 anni fa Cosa nostra uccideva il giornalista e attivista di Cinisi

“Come te, Peppino”, è questo il titolo dell’ultimo lavoro del movimento culturale internazionale Our Voice. Un video della “Our Voice Production” in memoria di Peppino Impastato, attivista e giornalista siciliano ucciso da Cosa nostra il 9 maggio 1978 a Cinisi, sua città natale. Nel video Elisa Pagano, giovane attrice e responsabile della direzione artistica del Movimento, tiene un dialogo immaginario con Impastato lì nel casolare, oggi finalmente espropriato, dove 43 anni fa era stato ucciso dagli uomini di Gaetano Badalamenti che il giovane definiva “Tano Seduto” attaccandolo con ironia nelle sue celebri trasmissioni a “Radio Aut”. “Adesso ‘don Tano’ è nelle istituzioni, è nel mondo”, dice la giovane attrice. “La gente continua a far finta di non accorgersi di niente”. Ma “non mi fermerò - aggiunge - ti prometto che non permetterò che ti uccidano di nuovo. La tua morte non è stata vana. E non importa se non si parla più di ‘mafiopoli’, noi saremo tanti e cambieremo le cose. E non importa se ci daranno dei pazzi utopici”, ripete Elisa Pagano. “Va bene così”. “Eri fiore di campo nato da questa terra nera che un giorno tornerà a splendere. E noi Peppino torneremo a cantare insieme”, conclude la giovane. Un monologo toccante, quello di Elisa Pagano, che insieme al suo gruppo teatrale di Our Voice ha certamente reso onore e memoria a Peppino Impastato con la forza dell’arte. Siamo certi che Peppino Impastato sarebbe felice di vedere come tanti altri giovani come lui stanno portando avanti la sua lotta di attivismo, poesia e denuncia contro le ingiustizie sociali e soprattutto contro la mafia.

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43 anni fa Cosa nostra uccideva il giornalista e attivista di Cinisi

“Come te, Peppino”, è questo il titolo dell’ultimo lavoro del movimento culturale internazionale Our Voice. Un video della “Our Voice Production” in memoria di Peppino Impastato, attivista e giornalista siciliano ucciso da Cosa nostra il 9 maggio 1978 a Cinisi, sua città natale. Nel video Elisa Pagano, giovane attrice e responsabile della direzione artistica del Movimento, tiene un dialogo immaginario con Impastato lì nel casolare, oggi finalmente espropriato, dove 43 anni fa era stato ucciso dagli uomini di Gaetano Badalamenti che il giovane definiva “Tano Seduto” attaccandolo con ironia nelle sue celebri trasmissioni a “Radio Aut”. “Adesso ‘don Tano’ è nelle istituzioni, è nel mondo”, dice la giovane attrice. “La gente continua a far finta di non accorgersi di niente”. Ma “non mi fermerò - aggiunge - ti prometto che non permetterò che ti uccidano di nuovo. La tua morte non è stata vana. E non importa se non si parla più di ‘mafiopoli’, noi saremo tanti e cambieremo le cose. E non importa se ci daranno dei pazzi utopici”, ripete Elisa Pagano. “Va bene così”. “Eri fiore di campo nato da questa terra nera che un giorno tornerà a splendere. E noi Peppino torneremo a cantare insieme”, conclude la giovane. Un monologo toccante, quello di Elisa Pagano, che insieme al suo gruppo teatrale di Our Voice ha certamente reso onore e memoria a Peppino Impastato con la forza dell’arte. Siamo certi che Peppino Impastato sarebbe felice di vedere come tanti altri giovani come lui stanno portando avanti la sua lotta di attivismo, poesia e denuncia contro le ingiustizie sociali e soprattutto contro la mafia.