Di Elena Borsellino

Informazione, cultura e arte. Come ogni anno, Via D’Amelio (Palermo) ha ripreso vita in occasione del 19 luglio, per fare memoria attraverso più punti di vista e forme di comunicazione. L’ascolto delle voci e delle testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari di vittime di mafia, che come sempre danno la possibilità di prendere consapevolezza di ciò che è accaduto e di ciò che sta accadendo oggi, proiettandoci nel passato e facendoci riflettere sul presente. Poi ancora la conferenza, organizzata dal Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, dove sono intervenuti magistrati e addetti ai lavori, i quali sono stati ed alcuni di loro sono ancora protagonisti delle indagini sulle stragi e sugli attentati di quegli anni.
A concludere la serata è stata l’arte, così come interpretata dai giovani: hanno preso vita gli alti ideali per i quali sono morti 29 anni fa Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina e si è fatta denuncia contro la corruzione e la complicità e contro chi per tutto questo tempo ha operato per nascondere elementi fondamentali di verità.
“L’arte dà spazio, dà voce alle nuove generazioni”, così ha detto presentando la serata Jamil El Sadi, responsabile dell’ufficio stampa del Movimento culturale ed internazionale Our Voice. Il Movimento, primo ad esibirsi, ha commemorato il magistrato Paolo Borsellino portando in scena due rappresentazioni artistiche incentrate sull’alternarsi e il mescolarsi di recitazione e danza. Il monologo, dai tratti ironici e pungenti, è stato recitato da Beatrice Boccali, che ha ripercorso i passaggi cruciali di quella Trattativa Stato-mafia, accertata in primo grado da una sentenza del 2018 del Tribunale di Palermo, e su quelle parti deviate delle istituzioni che in quegli anni scesero a compromessi con Cosa Nostra.

Tra i tanti nomi, sono stati fatti anche quelli di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, fondatori del partito di Forza Italia e attualmente indagati a Firenze come mandanti esterni delle stragi del 1993. E poi ancora, le parole di Rita Atria, interpretate in un altro monologo dalla giovane attrice Elisa Pagano che, insieme al ballerino Albert Ifrim, hanno fatto rivivere le emozioni, le paure e lo sconforto della giovane testimone di giustizia, strettamente legata a Paolo Borsellino.
Infine, l’ultimo atto della giornata è stata la ricostruzione storica realizzata e recitata dal duo musicale Aut Aut: i due ragazzi hanno portato sul palco “Brucia la terra”, racconti di mafia: dal golpe di Corleone ai giorni nostri. Uno spettacolo che, attraverso parole e musica, ha ripercorso la storia di Cosa Nostra, purtroppo, spesso intrecciata a quella di parti deviate del nostro Stato.

Foto © Paolo Bassani