
Our Voice e ANTIMAFIADuemila lanciano una campagna di informazione e mobilitazione
di Jamil El Sadi
Our Voice, in collaborazione con ANTIMAFIADuemila, lancia una campagna di informazione e mobilitazione in vista del Referendum sulla giustizia che il prossimo mese di marzo chiamerà alle urne cittadine e cittadini. Una campagna che nasce dalla necessità urgente di fare chiarezza su ciò che sta realmente accadendo nel nostro Paese, oltre la propaganda e le semplificazioni interessate, in un momento storico in cui l’equilibrio democratico e i diritti fondamentali sono messi seriamente in discussione.
L’indipendenza della magistratura non è un privilegio di categoria né un dettaglio tecnico riservato agli addetti ai lavori: è uno dei pilastri su cui si regge lo Stato di diritto. Indebolirla significa esporre tutte e tutti a un potere politico sempre meno controllabile, sempre più libero di agire senza contrappesi. È in questa cornice che si inserisce la riforma promossa dal Governo Meloni e dal ministro Nordio, presentata come un intervento di modernizzazione ma che, nei fatti, rischia di aprire la strada a una pericolosa deriva autocratica.
Nelle settimane che precedono il Referendum, la campagna mossa da Our Voice e ANTIMAFIADuemila ha si pone l’obiettivo di smontare punto per punto le falsità diffuse dai sostenitori del “Sì”, spiegando in modo accessibile quali siano i reali pericoli nascosti dietro la riforma e quali interessi politici essa serva davvero. Non si tratta di uno scontro astratto tra politica e magistratura, come qualcuno vorrebbe farci credere, né di una questione lontana dalla vita quotidiana delle persone. È una scelta che riguarda direttamente la qualità della nostra democrazia, la tutela dei diritti, la possibilità stessa di avere una giustizia uguale per tutte e tutti.
Restare a casa, voltarsi dall’altra parte o pensare che “tanto non cambia nulla” significa accettare passivamente un cambiamento profondo e irreversibile. Se dovesse prevalere il “Sì”, il Paese che ci sveglieremmo ad abitare sarebbe diverso: più fragile, più ingiusto, più distante dallo spirito antifascista e democratico che ha animato le partigiane e i partigiani e che è alla base della nostra Costituzione. Quando le conseguenze di questa scelta diventeranno evidenti, potrebbe essere troppo tardi per tornare indietro.
Per questo motivo, questa campagna è un invito alla consapevolezza e alla partecipazione. Informarsi è il primo atto di resistenza civile, votare è un dovere democratico. Difendere l’indipendenza della giustizia significa difendere la libertà di tutte e tutti. Al Referendum sulla giustizia, votare NO non è solo una scelta politica: è una scelta di responsabilità verso il presente e il futuro del nostro Paese.