
Ascolta la storia di “Un sogno condiviso”
La versione audio del testo di questa pagina racconta come è nata l’opera e il percorso collettivo che l’ha resa possibile.
Ascolta i sogni delle bambine e dei bambini
Le loro voci danno vita ai sogni custoditi nelle vele delle barche e accompagnano la prima inaugurazione dell’opera.
Opera collettiva di arte partecipata 2026
Materiali: Terracotta, legno, tempere e pitture
Dimensioni: 280 × 180 cm
Piccole barche di terracotta attraversano simbolicamente il mare della vita. Le loro vele custodiscono sogni, desideri e aspirazioni incisi da bambine, bambini e giovani di diversi quartieri di Palermo.
Da queste tracce nasce “Un sogno condiviso”, un’opera di arte pubblica partecipata realizzata da Palermo per Palermo e donata alla città come testimonianza di un incontro.
Ogni barca rappresenta una persona con la propria storia e la propria identità. Le vele-sogno sono il motore che le spinge e raccontano la libertà, il coraggio e l’autodeterminazione necessari per affrontare il proprio viaggio. Accostate tra loro, le singole creazioni compongono un’unica opera collettiva, nella quale le differenze non vengono cancellate, ma riconosciute e messe in relazione.
Un’opera nata dall’incontro
L’opera è il risultato di un percorso artistico, educativo e socioriabilitativo durato sei mesi (da aprile a settembre 2026), che ha coinvolto bambine e bambini neurodivergenti, le loro famiglie, i bambini e le bambine del quartiere Sperone, Roccella e Brancaccio e partecipanti provenienti da altre zone di Palermo. Durante i laboratori, ciascuno ha modellato la propria barca e inciso sulla vela un sogno, una parola, un’immagine o un desiderio per il futuro.
Non era necessario saper disegnare né esprimersi in un modo prestabilito. Ognunə ha potuto lasciare la propria traccia attraverso segni, forme, parole e gesti, seguendo i propri tempi e il proprio linguaggio. La terracotta, plasmata dalle mani dellə partecipantə, è diventata così uno strumento di espressione e relazione. Il valore dell’opera non risiede soltanto nel suo risultato finale, ma soprattutto nel processo che l’ha generata: negli incontri, nell’ascolto e nella possibilità di creare insieme qualcosa destinato a tutta la comunità.
Il progetto
“Un sogno condiviso” nasce nell’ambito di “A.S.D. – Attività Siciliane Divertenti LinguaglossaPalermo”, un progetto rivolto a bambinə e giovani neurodivergenti e alle loro famiglie, finanziato dalla Regione Siciliana – Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali.
Con il Comune di Linguaglossa in qualità di capofila e la partecipazione dell’Associazione Campus Concettina Onlus – Comunità di Capodarco, il progetto ha proposto laboratori con tecnologie immersive ed esperienze educative, artistiche, territoriali e socioriabilitative tra Linguaglossa e Palermo.
Our Voice – APS, in qualità di soggetto attuatore delle attività esterne del progetto, ha creato occasioni di incontro tra bambinə, giovani e famiglie della città. Da questa esperienza è nata la scelta di realizzare un’opera aperta e condivisa che non fosse un laboratorio separato o riservato, ma uno spazio nel quale persone con esperienze e modalità espressive differenti potessero partecipare insieme.

“Un sogno condiviso” racconta, quindi, un’idea di inclusione che non consiste semplicemente nell’accogliere qualcunə all’interno di uno spazio già definito, ma nel costruire insieme uno spazio nuovo, capace di trasformarsi grazie al contributo di ciascunə.
La bellezza come cura della comunità
Il percorso trae ispirazione dalle esperienze di arte pubblica partecipata promosse dalla Fondazione Antonio Presti nel quartiere Librino di Catania, costruite attraverso il coinvolgimento attivo di bambinə, famiglie e dell’intera comunità locale.
“La bellezza è un atto politico, un gesto d’amore verso la comunità.”
— Antonio Presti
“Un sogno condiviso” fa propria questa visione: l’arte non come semplice decorazione, ma come gesto di cura e strumento di trasformazione.
L’opera custodisce sogni individuali e li riunisce in un’immaginazione collettiva. Racconta una Palermo nella quale ogni bambina e ogni bambino possa essere ascoltato, esprimersi liberamente e contribuire alla vita della propria comunità.
Per questo, l’opera non rappresenta soltanto la conclusione di un progetto, ma vuole essere l’inizio di un percorso più ampio di arte pubblica partecipata e dal basso, attraverso il quale bambinə, giovani, famiglie e abitanti possano continuare a immaginare e trasformare insieme i luoghi della città.
L’opera in breve
Titolo: Un sogno condiviso
Anno: 2026
Materiali: terracotta, legno, tempere e pitture
Tecniche: modellazione e incisione dell’argilla, essiccazione, lavorazione e assemblaggio del legno, pittura e finiture decorative
Dimensioni: 280 × 180 cm
Prima collocazione: spazi esterni della Parrocchia Maria SS. delle Grazie, Corso dei Mille 1085/B, Palermo
L’opera è stata concepita come un’installazione itinerante, destinata a essere accolta nel tempo anche in altri luoghi della città di Palermo.

Hanno dato vita all’opera
Partecipanti: bambine, bambini, giovani e famiglie coinvolti nelle attività esterne del progetto, insieme alle persone che hanno preso parte ai laboratori aperti alla città
Ideazione e direzione artistica: Our Voice – APS
Capofila del progetto: Comune di Linguaglossa
Ente attuatore/partner: Associazione Campus Concettina Onlus – Comunità di Capodarco
Finanziamento: Regione Siciliana
Un ringraziamento speciale alla Parrocchia Maria SS. delle Grazie e all’Associazione Laboratorio Collettivo Universale – LCU ETS per il supporto, la disponibilità e l’accoglienza.